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L’arte di ripensare il conflitto, per la giornata di studi alla Fondazione Berengo di Murano

di - 22 Giugno 2017
“Il conflitto”, argomento spinoso che riguarda tutti noi non solo a livello di dinamiche globali ma, soprattutto, nella nostra vita quotidiana e nelle nostre relazioni, in quanto conseguenza inevitabile generata dall’incontro di due realtà sempre diverse, anche se simili o vicine. Ma siamo assolutamente certi che da una tale situazione di difficoltà debba necessariamente generarsi un’ostilità distruttiva e non piuttosto un incontro, un’occasione creativa? Possono due realtà opposte, che faticano a capirsi, trovare nell’ascolto reciproco un mezzo di comprensione per raggiungere un terzo livello, una scintilla di relazione positiva e generatrice?
Secondo Penzo+Fiore sì, ecco perché, con Cantiere Corpo Luogo, hanno ideato una giornata di studio in collaborazione con il Dipartimento di Management e Cultura dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. L’intenzione – riuscita – era di offrire un’occasione di confronto tra realtà molto diverse (artisti, professori, critici d’arte e imprenditori) e allestire una tavola rotonda a 360 gradi, per trovare una soluzione creativa a questo tema ambizioso e assolutamente non generico. Sede della conferenza, l’antica fornace della Fondazione Berengo (che attualmente rivive simbolicamente grazie all’installazione immersiva di Loris Gréaud, curata da Nicolas Bourriaud) nella sempre cara Murano, cornice apparentemente perfetta dell’evento, in quanto esempio lampante di conflitto che si può generare all’interno di un distretto produttivo ad alta concorrenzialità. Aiutano a comprendere le dinamiche dell’isola gli ospiti invitati a far parte della tavola rotonda moderata da Bruno Bernardi: Martina Semenzato, presidente della Scuola del Vetro Abate Zanetti; Chiara Squarcina, Direttore del Museo del Vetro; Sergio Malara, Promovetro; Cristiano Ferro, Confindustria Settore Vetro; Andrea Della Valentina, Confartigianato Murano.
L’intenzione è quella di sviscerare il problema a tavolino e pensare a come l’arte contemporanea possa diventare il punto di partenza verso una risoluzione creativa. L’arte contemporanea si pone infatti come input verso il possibile, in quanto – come sostiene il critico d’arte Pietro Gaglianò – consegna al mondo l’idea che le cose possano essere diverse, forse senza proporre soluzioni concrete ma, di certo, offrendo una riflessione che non pretende nulla in cambio e che, proprio per questo, è in grado di smuovere le coscienze. Essa stessa disciplina che sopravvive grazie a un gioco di delicati equilibri economici, giuridici e museali, l’arte ha una propria funzione sociale e, soprattutto, una propria forma simbolica che la mantiene indipendente dai condizionamenti. Ecco perché la presenza di relatori quali Massimo Warglien, Riccardo Caldura, Koen Vanmechelen, Bettina Tschumi, Monica Calcagno e Lauso Zagato si è accompagnata a un nutrito gruppo di artisti, con il desiderio di coinvolgerli successivamente in un intervento espositivo concreto, nato da questo confronto creativo e relazionale con più punti di vista. In questo senso la giornata proposta da Penzo+Fiore si configura come il primo tassello, o meglio il primo frammento, di un percorso che vuole comporre (o ricomporre) un obiettivo più alto ancora in germe, ma assolutamente stimolante e atteso. Gli artisti invitati a prendere parte al progetto sono: Adalberto Abbate, Marta Allegri, Daniella Perez Bacigalupo, Samanta Cinquini, Andrea Contin, Patrizia Giambi, Francesco Nordio, iAlessandro Sambini, Silvia Vendramel e Luigi Viola. I progetti delle opere pensate dagli artisti saranno presentate a settembre 2017. (Alice Bortolazzo)
In home: giornata di studio Fornace Berengo, courtesy Culturit
In alto: giornata di studio Fornace Berengo Studio opera di Loris Gréaud courtesy Culturit

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