La parificazione tra i titoli conseguiti nelle Accademie e negli Istituti formativi superiori a quelli rilasciati dalle Università è un argomento che, puntualmente, ritorna a far discutere e, in queste ultime settimane, ne abbiamo scritto in più occasioni. Prima, la lettera aperta della CPCSAI-Conferenza dei Presidenti delle Consulte degli Studenti delle Accademie di Belle Arti e degli ISIA al MIUR, poi le
dimissioni della Senatrice Angela D’Onghia dal suo incarico di sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione, quindi
la singolare protesta di uno studente dell’Accademia di Brera. Adesso arrivano buone notizie, visto che giunge a conclusione il processo di equiparazione al diploma di laurea, dei diplomi rilasciati dalle scuole statali di restauro dell’Istituto centrale per il restauro, dall’Opificio delle pietre dure, dalla Scuola per il restauro del mosaico di Ravenna e dall’Istituto centrale per la patologia del libro. Ad annunciarlo, il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, e il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, firmatari del decreto. Con questo atto anche i diplomi ottenuti prima del 2009, quando iniziò il percorso di accreditamento degli Istituti centrali del Mibact, sono finalmente equiparati alla laurea magistrale a ciclo unico in conservazione e restauro dei Beni Culturali. Si completa dunque il percorso di equiparazione tra tutti i corsi impartiti dalle scuole del Ministero, che rappresentano il più antico e prestigioso punto di riferimento in tutto il mondo per la formazione dei restauratori.
«Il decreto riconosce finalmente, per tutti i restauratori, il percorso formativo fornito dalle scuole del Mibact in restauro, un settore d’eccellenza che ha sempre costituito un primato italiano nel mondo», ha dichiarato Franceschini. «La firma di questo decreto rappresenta la conclusione di un percorso importante: rispondiamo alle richieste avanzate da tante giovani e tanti giovani italiani eccellenti, riconosciamo il valore dell’alta formazione culturale di qualità in tutte le sue declinazioni. Il nostro patrimonio artistico può e deve essere volano per la crescita economica del Paese. L’atto di oggi certifica l’intenzione del Governo di intervenire a sostegno di questi rilevanti settori formativi», ha commentato Fedeli.