Il giorno di Ferragosto, nell’Alto Lazio – regione amata da artisti internazionali come Matta, Cascella, Balthus e tanti altri– si è inaugurata l’edizione zero del festival di Blera, dedicata al primo amore.
D’altronde il primo amore è una sorta di nuova finestra sulla vita e quindi dedicare a lui un novello progetto, pare essere di ottimo auspicio per la manifestazione che ha lo scopo di dare nuovo slancio a queste zone, volendo creare un piccolo ma significativo polo culturale.
“Tra scrittura e fotografia” –questo il titolo del festival curato da Antonio Arévalo– chiuderà domenica 29 con la proiezione del film “Ciro Norte” di Erich Brauer, giovane cineasta cileno che con questo cortometraggio è entrato nella collezione del MoMa. La storia è quella di una donna bellissima e di uno scienziato innamorato al punto da inventare una strana formula che, tra scienza e magia, gli consentirà di viaggiare nel cuore dell’amata.
A fare da contrappunto alla manifestazione è anche l’impegno del festival contro l’istallazione di un’antenna Rai nella zona del Terzolo, centro di campagna ancora selvaggia, che rischia un gravissimo inquinamento da onde medie, dannoso per la salute del paesaggio e dei suoi abitanti.
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Nulla succede per caso .E questo credo che sia l'anno zero
non solo per il festival. Ho sentito un livello di attenzione che saliva piano piano. Durante e dopo i vari eventi .
Per quanto riguarda la minaccia dell'antenna, vi rimando al sito http://www.forumetruria.it dove il problema viene esposto in maniera completa.
Perchè ci possa essere un anno 1 , e 2 e 3 etc.
Perchè l'arte naturale di questo posto, che ha ospitato ed esaltato le nostre opere, possa continuare a respirare .
Dite la vostra , sussurrate ad alta voce questo messaggio
nella bottiglia.