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Le Corbusier e gli ornamenti. Tre appuntamenti imperdibili, per la Biennale di Saint-Etienne

di - 23 Marzo 2019
Nominata città del design dall’Unesco, Saint-Étienne presenta uno spazio urbano ricco di progetti di design sperimentali che vanno dall’illuminazione, alle panchine, alle strisce pedonali in 3D ma non solo. Nell’ambito della Biennale Internationale Design, di cui vi abbiamo già parlato, il sito Le Corbusier a Firminy accoglie, presso la chiesa Saint-Pierre, la mostra “La Luce, Le Corbusier e Charlotte Perriand”, organizzata da Nemo Lighting, azienda italiana leader nel campo dell’illuminazione. Qui è riunito un eccezionale set di opere luminose di design, realizzate da due grandi maestri del ventesimo secolo, tra originali, riedizioni, schizzi, documenti e foto.
Presentata per la prima volta nel 2015 al Salone del Mobile di Milano, ce ne parla la curatrice Valentina Folli: «Una chicca? Il Projecteur 365 (1954). Si tratta di un prodotto che neanche la Fondazione Le Corbusier aveva mai visto. Passando in rivista gli archivi, abbiamo trovato un unico disegno di Le Corbusier che ne presenta una vista laterale e una prospettiva fatta a mano, ed è da quello che abbiamo ricreato il prodotto, solo in un secondo tempo abbiamo visto l’originale, che si trova a Chandigarh in India, confermandoci l’assoluta fedeltà della nostra riedizione. Nell’ambito di questa mostra, siamo anche andati a prendere, a casa della figlia di Charlotte Perriand, la lampada la Potence Pivotante (1938), che è ancora funzionante. I rapporti con le fondazioni? Abbiamo il loro controllo sulla riedizione del prodotto, lavoriamo insieme nello scegliere le finiture, le modificazioni tecniche. Parliamo di elettricità dunque si tratta di modifiche necessarie, c’è una normativa da rispettare, ma lo spirito del prodotto deve rimanere».
Dopo aver visitato la magnifica chiesa di Le Corbusier, vale la pena fare una capatina al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Saint-Étienne che, ricordiamo, possiede un’importante collezione d’arte, seconda solo al Centre Pompidou di Parigi. Fino al 21 aprile, da non perdere è la mostra “Design et Merveilleux”, intorno al tema dell’ornamento, dalla natura al digitale. La mostra inizia con i lavori di Andrea Branzi, in cui gli elementi ornamentali iscrivono l’opera in un processo naturale di evoluzione, poco lontano, immancabile Philippe Starck e, tra i tanti, Patrick Jouin e Ross Lovegrove, per finire con una sala dedicata al meravigioso, con creazioni di Marcel Wanders. Vale la pena un salto anche al Museo delle Miniere che in questo momento ospita, nella fabbrica conservata con tanto di macchinari e accessori, opere d’arte contemporanea, da Sandra Sanseverino a Florence Bruyas, fino a Boris Raux. (Livia De Leoni)

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