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Le feste del MAXXI e il programma del nuovo anno. Che riparte dall’Africa e da Bruno Zevi

di - 23 Dicembre 2017
Anche durante le feste, il MAXXI non si ferma, con le aperture straordinarie delle mostre attualmente in esposizione e con i Cacciatori di Onde, uno spettacolo speciale per i bambini che si svolgerà il primo gennaio, prodotto da Psiquadro in collaborazione con Consorzio EGO-European Gravitational Observatory, incentrato sul fenomeno fisico delle onde gravitazionali.
Tutti i giorni festivi, tranne il 25 dicembre, unica chiusura, si potranno visitare le temporanee, dal percorso immersivo e interattivo di “Gravity”, alla diversità culturale di “Home Beirut”, dai progetti di Zaha Hadid nella mostra dedicata alla archistar, al design di “Corpo, Movimento, Struttura”, fino all’Atlante di Luigi Ghirri.
E dopo le feste, il 2018 riparte con un ricco programma, tra mostre, incontri, eventi, workshop, proiezioni e reading. Si inizia il 2 febbraio, con il Progetto Alcantara MAXXI a cura di Domitilla Dardi che, nel suo format dedicato al design, ha invitato Nanda Vigo a realizzare un progetto ispirato all’opera di un architetto della collezione del museo. Il 16 febbraio aprirà “Blackout”, la mostra di Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla a cura di Hou Hanru e Anne Palopoli, che racconterà la drammatica situazione dell’isola di Porto Rico devastata a dagli uragani Irma e Maria, per riflettere sul tema dell’energia e sugli equilibri geopolitici mondiali. Ad aprile, in occasione del centenario della nascita di Bruno Zevi il museo presenta “Gli Architetti di Zevi. Storia e controstoria dal dopoguerra alla fine del ‘900”, mostra a cura di Pippo Ciorra e Jean-Louis Cohen, realizzata in collaborazione con la Fondazione Bruno Zevi, che ripercorre le battaglie civili, le influenze, lo spessore politico di Zevi. A giugno, invece, occasione per conoscere la scena artistica del continente africano, con “MĒTRÓPOLIS”, mostra a cura di Simon Njami con Elena Motisi, che ospiterà i lavori di 40 artisti. Ancora a giugno sarà la volta dei tre finalisti del MAXXI BVLGARI PRIZE, Talia Chetrit, Invernomuto e Diego Marcon, che presentano in una mostra a cura di Giulia Ferracci le loro opere, sulla base delle quali una giuria internazionale decreterà il vincitore dell’edizione 2018. A novembre, una retrospettiva a cura di Germano Celant, dedicata al fotografo Paolo Pellegrin, testimone con i suoi reportage di guerre e emergenze umanitarie in tutto il mondo, dall’Afghanistan all’Iraq.

In home: 0GRAVITY. Immaginare l’Universo dopo Einstein. Allestimento della mostra al MAXXI. Dettaglio della Sonda Cassini e dell’opera Aeroke di Tomás Saraceno. Foto Musacchio Ianniello, courtesy Fondazione MAXXI
In alto: L’Italia di Zaha Hadid, Allestimento della mostra al MAXXI, foto Musacchio Ianniello, courtesy Fondazione MAXXI

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