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Le forme delle lettere. Da Corraini, la doppia personale di Andrea Anastasio e Giosetta Fioroni

di - 3 Settembre 2018
Per riscoprire il fascino delle parole, delle lettere e degli alfabeti, quale occasione migliore del Festivaletteratura? In occasione della kermesse che si svolgerà a Mantova dal 5 al 9 settembre, la Galleria Corraini ospiterà una doppia personale di Andrea Anastasio e Giosetta Fioroni.
Nata nel 1932 a Roma, fin dalla tenera età Fioroni ha avuto un rapporto molto intenso con l’arte e la letteratura, il padre era scultore e la madre marionettista ma anche grazie al nonno, amico di poeti e letterati come Vincenzo Cardarelli. Allieva di Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti di Roma, nella sua ricerca si è sempre interessata di argomenti fiabeschi e di leggende, oltre ad aver realizzato illustrazioni per libri di autori quali Raffaele La Capria, Goffredo Parise e Andrea Zanzotto. Nell’installazione Alfabeto Fioroni, le lettere dell’alfabeto, unità minima di significato e principio della scrittura, diventano elementi materici, simboli aggettanti che risaltano per la loro potenza grafica. In questa occasione, l’opera sarà affiancata da una selezione di abecedari e alfabetieri usati nel mondo editoriale.
E visto che le lettere, prima di ogni senso, sono soprattutto forme, a dialogare con l’alfabeto di Fioroni ci saranno i vasi in ceramica di Anastasio che, per “Generazioni”, espone una serie di opere realizzate nella storica bottega Gatti, dedicate alla relazione tra l’uomo e la materia ceramica. «Nella storia della ceramica, infinite forme si sono succedute, e la fascinazione tutta umana di imprimere con il gesto e con il corpo l’argilla è sopravvissuta a mode, a mutamenti antropologici, economici, politici; ha superato momentanee e cicliche fratture, naturali e intenzionali. Terremoti, saccheggi, naufragi ma anche affinamenti tecnologici e non ultima, la generazione della plastica, pur imprimendo nella cultura ceramica segni, tracce profonde e riconoscibili cesure, non ne hanno arrestato la ricca linfa, che continua ad alimentare forme, visioni, campionari e texture», spiega Anastasio.

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