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Il problema secondo me non è che le mostre di Goldin non promuovano il patrimonio nazionale o locale, e che quelle mostre dai grandi numeri sono costruite esclusivamente puntando su nomi di forte richiamo e molto amati dal pubblico (es. gli impressionisti) poi non conta se sono opere minori, ma il discorso non cambia anche quando si tratta di allestire mostre su maestri contemporanei, per non parlare dei cataloghi con interventi dello stesso curatore..Ruggeri e Forgioli gridano ancora vendetta...quindi uniamo il pressapochismo dei cataloghi e il populismo delle mostre e tiriamo le somme