Categorie: Speednews

Le ultime sul “J’accuse” di Pablo Echaurren? Su Exibart.onpaper…

di - 25 Febbraio 2007

Come è eletto – meglio dire nominato – un curatore, un direttore, un conservatore?”. Non abbassa la guardia, Pablo Echaurrren, che dalle pagine di Panorama ha avviato da qualche settimana una provocatoria riflessione sul mercato dell’arte e sul suo ruolo nel determinare le tendenze artistiche in Italia. Scatenando un vaspaio di sdegnate risposte – da Francesco Bonami ad Angela Vettese, Massimo De Carlo, Marco Pierini, Gemma Testa -, che forse non fanno che confermare che PabloB ha colpito sul vivo… Ora la tenzone potrebbe spostarsi su Exibart.onpaper, dove Echaurrren, nella sua ‘opinione’ in uscita sul numero 38, rintuzza le polemiche, riformulando il suo J’accuse e mettendo nel mirino proprio i direttori dei musei. “Io credo che in questo settore operi una vasta rete di collegamento e reciproco sostentamento, di ammiccamento e ammanicamento, difficile da sbrogliare. Ma che sia necessario individuare… […] Credo che la maggioranza dei curatori siano interni a un sistema codificato in cui il pubblico non è invitato. Al massimo può assentire, per non passare come retrogrado, come non aggiornato”.

link correlati
Fai pubblicità su Exibart
Diventa anche tu Exibart.point
Abbonati ad Exibart

[exibart]

Visualizza commenti

  • Mi piacerebbe conoscere la posizione di Sigolo a proposito, o anche Echaurren è da inserire nella categoria "sfigati e invidiosi"? Perchè di solito quando queste accuse le lancia una persona comune si prende ogni sorta di insulto dai vari leccaculo, così copiosamente presenti qui e altrove, ma per la gran maggior parte nel nostro paese

  • Sono pienamente d'accordo con Pablo Echaurren. Vi assicuro che non c'e' paese al mondo, dove questo non succeda. Io vivo a N.Y.C. e ne ho viste di tutti i colori. I galleristi,si vendono con l'assicurazione di almeno tre' Opere vendute, solo in questo caso si otterra una personale. Queste sono parole dette a me dal proprietario di una delle gallerie piu' potenti al Mondo.C'e' un filo diretto, che collega Galleristi-curatori-direttori di musei e' tutto un Mangia-Mangia. Non vi e'piu' considerazione per il publico, al cuale viene fatto ingoiare tutto cio'passa il Convento,dei su detti personaggi. Alla Mostra di N.Y.C. al pier 94 di pochi giorni fa' un potenziale cliente chiedeva ad uno dei galleristi presenti, se quel determinato artista fosse un sicuro investimento, la risposta era affermativa. Sono un artista e devo dire che so' conoscere il buono dal cattivo, e quello non era buono. I signori hanno abboccato, si vedeva lontano Km. che capivano molto piu' di Moda che d'Arte. Sinceramente A.Boscherini {Mabi}

  • è un problema di credibilità di cui soffre il sistema dell'arte dove le "sole" (come dicono a roma, tradotto "fregature")sono molto frequenti (come ci racconta Ando Gilardi) perchè non esiste un mercato trasparente che però non consentirebbe quell'evasione fiscale sulla quale si regge l'asfittico mercato dell'arte, almeno quello italiano (e mi riferisco a tutta la catena artista-gallerista-collezionista che risultano "assenti" al fisco). Se rendiamo tutto trasparente allora anche i curatori non dovranno fare parte di quel sistema: ma a chi conviene? certo non a chi ne è dentro il sistema! L'arte deve avere due collocazioni: 1)tornare di godimento pubblico come nel Rinascimento con la committenza pubblica che è di per se "ufficiale" cioè alla luce del sole con le sue regole di concorsi etc. 2)essere oggetto di collezionismo privato sia per il semplice piacere che pe ivestimento e allora assoggettarsi alle regole di qualsiasi mercato finanziario (azioni, metalli, caffè etc). Cioè passare dall'età della pietra a quella moderna.

  • un caso su mille possibili: ho visto vendere un foglio di carta da pacchi "dipinto" rotolando un barattolo di smalto rotto per 70 milioni di Euro da un Grande Gallerista: un vero Maestro dell'Arte di Vendere Arte. Penso seriamente che oggi solo il Mercato decide i Capolavori con la Vendita dell'Arte Moderna e penso che questo rappresenta una fortuna possibile per tutti quelli cui piace tentare di essere Artisti. Ci sono galleristi incapaci che non sanno vendere un'opera seria e galleristi seri e capaci che vendono una cosa qyalunque è cosa. Bravissimi! O esiste qualcuno che davvero pretende di essere lui che decide il valore di una cosa proposta come opera d'arte senza nemmeno provare a venderla? Ando Gilardi

  • Qualcuno per piacere puo riportare qui il testo di Pablo uscito su Panorama e le risposte - di Francesco Bonami ad Angela Vettese, Massimo De Carlo, Marco Pierini, Gemma Testa - Credo che questo argomento molto interessante ed importante vada approfondito e vorrei avere tutte i raguagli utili per fare le giuste riflessioni che l'argomento merità. grazie

  • Forse andrebbe fatto un plauso a chi sputa nel piatto in cui mangia?
    Decidete voi.
    A me vien da sorridere, o piuttosto sogghignare innanzi alle parole del J’accuse di questo novello Emile Zola ,difensore di tutti gli artisti che si senton come Alfred Dreyfus.
    Vien da sorridere poiché questo amaro sfogo viscerale di Pablo Echaurren tanto si accosta ad una confessione.
    Artista figlio del grande pittore cileno Sebastian Matta, Pablo Echaurren sembra fermo al surrealismo ed al futurismo anche nelle sue parole, ed a rimaner fermi su movimenti lanciati da ben altre fervide menti non si può far altro che “assentire, per non passare come retrogrado, come non aggiornato” .

    Molti pensano che vi siano dei cartelli e ammanicamenti, mafie o quanto altro che boicottano poveri artisti emergenti che nella maggior parte dei casi hanno ben poco da dire, ben poco da aggiungere a quanto si è già detto.

    Io Credo che non faccia molto bene in generale avere una tale e forma mentis. Uno dei nostri più grandi errori è la nostra opprimente preoccupazione delle conseguenze: ci angustiamo per risultati che non riusciamo ad ottenere e per giustificar le nostre “mancanze” artistiche si inscenano complotti e massonerie.

    Così il mondo è malato, il mondo è marcio ed è una fortuna che sia il signor Echaurren a dircelo, così da poterci aiutar ad aprir i nostri occhi che son già spalancati.

    Il mercato dell’arte lo dice la parola è appunto un mercato, con tutti i pregi e soprattutto i difetti che ne conseguono, a me non sembra che in passato le cose differivano in maniera esagerata.
    Quando l'arte era ancora un fenomeno estetico, la sua destinazione era per i privati. Un Velazquez solo un principe poteva ammirarlo. Da quando è per le plebi, l'arte è diventata decorativa, consolatoria. L'abuso d'informazione dilata l'ignoranza con l'illusione di azzerarla.

    Si potrebbe in futuro cercar di esser meno consolatori e retorici, allontanarsi da una visione chiusa e votata al pensar negativo. Bisognerebbe davvero pensar a realizzar qualcosa che perduri nel tempo, qualcosa che sia la summa del proprio pensiero e finirla con le polemiche da “bar dello sport”.

    Bisognerebbe esser coerenti soprattutto con se stessi e ricordare che un grande artista, se davvero se ne sbatte dell'arte e del suo sistema lasciandola a quello che è, ingloriosa defecazione, dovrebbe porsi come un pericolo pubblico, un criminale.

  • Trovate questi articoli di Panorama - oltre a molto altro - nell'ottima rassegna stampa pubblicata quotidianamente, con tanto di archivio consultabile, sul sito beniculturali.it

  • (o, come artista cinquantacinquenne, non emergente e tutti i non possibili mi chiedo: Echaurren che fa parte di un certo enturage ha problemi? Si chiede dove va l'arte e il suo mercato ? Da molto tempo siamo tutti in un ipermercato. Una strana commistione tra Ikea, discoteca, mercatino dell'antiquariato e una dark-room.Si paga il biglietto e assordati dalla musica, girando col bicchiere tra le dita, si guarda e ci si confonde, libero scambio guidato dal buio , se si ha conoscenza e si conosce il codice segreto ci si diverte e si fanno incontri interessanti, altrimenti si esce confusi e felici. E' l'arte?
    Da quando le librerie chiudono e le gallerie sono "associazioni culturali" tirate voi le somme.. Dice Brecht "prima viene la pancia e poi la morale".
    Riprendo i colori per sporcarmi le mani.

Articoli recenti

  • Musei

Il New Museum di New York è pronto a riaprire, con spazi raddoppiati

L’ampliamento firmato da OMA raddoppia la superficie del New Museum di New York, che riaprirà nel marzo 2026 con una…

15 Gennaio 2026 14:12
  • Arte contemporanea

Il Rijksmuseum di Amsterdam avrà un nuovo parco per la scultura contemporanea

Grazie a una donazione da 60 milioni, il Rijksmuseum di Amsterdan aprirà un nuovo parco dedicato alla scultura contemporanea, con…

15 Gennaio 2026 11:36
  • Formazione

Cultura e (tras)formazione digitale: al via i nuovi corsi di Dicolab

Co-creazione, intelligenza artificiale e patrimonio: Dicolab lancia i nuovi percorsi formativi gratuiti per professioniste e professionisti del settore culturale. Aperte…

15 Gennaio 2026 10:30
  • Archeologia

Archeologia preventiva a Pietralata: nuove scoperte sull’antica Roma

Al Parco delle Acacie di Pietralata, una campagna di archeologia preventiva ha portato alla luce un antico complesso composto, tra…

15 Gennaio 2026 9:46
  • exibart.prize

exibart prize incontra Josine Dupont

La mia indagine verte sull’importanza della forma in pittura, e sulla dissoluzione della stessa e dei contorni dell’immagine alla ricerca…

15 Gennaio 2026 9:07
  • Arte contemporanea

A tu per tu con Mia Rigo, figura intraprendente, dinamica e originale che sta ridefinendo il ruolo degli archivi artistici

Imprenditrice di successo, collezionista d’arte e mente visionaria dietro il progetto Archivorum, Mia Rigo rappresenta oggi una fonte di ispirazione…

15 Gennaio 2026 0:02