“L’educazione del popolo e della gioventù per mezzo dell’arte è un’impresa arrischiata che bisogna proibire. Infatti che educatore può mai essere colui che per istinto incorreggibile e naturale è attratto verso l’abisso?” Le parole di Thomas Mann tratte dal romanzo Morte a Venezia introducono con una sapiente intuizione il lavoro svoltosi durante il workshop TzanJuxstaposition curato da Josep-Maria Martin e organizzato dal gruppo ICONA in collaborazione con LOCALEDUE dal 20 al 30 settembre scorsi.
Difatti, il workshop, pensato per i ragazzi dello IUAV, ha cercato di esplorare il tema del suicidio per mezzo di fittizie azioni mortifere che potessero in un qualche modo avvicinare gli studenti all’abisso ideale citato da Mann, al fine di scardinare le classiche metodologie di insegnamento e aprire quindi lo sguardo verso nuove prospettive estetiche.
Inoltre, il contesto in cui si è svolto il workshop, Venezia, presenta uno stretto legame con l’impostazione performativa messa in atto, per via della fragile condizione esistenziale della città che la vede sempre più sull’orlo di un volontario collasso. Le domande che sottostanno a questo progetto sono, infatti, incentrate anche sul futuro della città di Venezia e dei suoi abitanti.
Il workshop ha così cercato di comprendere come l’istinto mortifero presente in ognuno di noi si possa sublimare a livello estetico, in un processo di riflessione capace di aprire il nostro sguardo alla rinascita.
Un percorso che si è concluso nella performance Suicide a Venise, al giardino della Ca’ Tron e presso la Tesa 99 nel contesto della mostra “Montaigne a Venise” di Yona Friedman. Qui, gli studenti, guidati da Josep-Maria Martin e dagli artisti del gruppo ICONA, si sono impegnati in pratiche differenti che hanno coinvolto il pubblico in diversi riti mortuari e di rinascita. È quindi nella disciplinata pratica del gesto artistico che si è cercato di sublimare la fine per giungere a una rinascita: il monito di Mann è stato così stravolto, sperimentando come sia l’abisso stesso il luogo in cui si può dare un nuovo senso alla vita. (Costanza Sartoris)
In home page: Yona Friedman & g. olmo stuppia, Tesa99 1 ottobre 2016, La Montagne de Venise. Credit: Melania Fusco
Sopra: Suicide a Venise, Performance, Ca’ Tron Giardino 30 settembre 2016, credit: Alexander Darkish