Per illustrare un articolo dedicato alla kermesse bolognese sullo scorso numero de L’Espresso, infatti, sono state scelte dalla giornalista Alessandra Mammì tre opere. Di chi si tratta? Perino e Vele, Thomas Hirschhorn e Glenn Rubsamen. Proprio così, in barba alla par condicio il piu’ importante settimanale cultural-chic del paese ha selezionato -tra le migliaia di opere presenti ad Arte Fiera- i lavori di tre artisti appartenenti alla stessa scuderia.
[exibart]
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per quale motivo Repubblica avrebbe dovuto essere tenuta a fare la par condicio? Repubblica è un giornale privato, non pubblico. La par condicio si applica soltanto alle reti televisive e radiofoniche.
magari alla povera giornalista capiterà di curare una mostra dal gallerista.
ovviamente non è un reato da codice penale!
ma sicuramente è una pessima abitudine quella del giornalismo d'arte in italia di
scrivere come se gli amici fossero gli unici protagonisti del panorama.
possiamo dire che è un pochino ipocrita, un pochino squallido? che è poco professionale?
leggendo spesso l'Espresso ho sempre pensato che le pagine sull'arte non
corrispondessero sempre ai criteri di denuncia e critica che hanno sempre
accompagnato questo settimanale.
Certo oggi arte e cultura sono merci come le altre e possono essere un piacevole riempitivo per le pagine dei supplementi (penso anche a quelli di Repubblica che pure leggo sempre) insieme alla reclame di calze profumi e occhiali da sole.
ma in questo modo il lettore non smaliziato può essere indotto a credere che Perino & Vele siano perfino dei grandi artisti.