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L’estate nera del cinema mondiale. Dopo Bergman e Serrault, morto a Roma Antonioni

di - 31 Luglio 2007

Nessuno poteva immaginarlo, che questa estate 2007 sarebbe stata ricordata anche per questo, ma la scomparsa a Roma del grande Michelangelo Antonioni si aggiunge ad altre due dolorose notizie destinate a segnare fortemente il panorama cinematografico internazionale. Quasi il passaggio di un’epoca, con l’addio a tre personaggi che – con le loro diverse specificità – hanno segnato la storia della settima arte. Prima Ingmar Bergman, scomparso a 89 anni nella sua casa sull’isola di Faaro, sul mar Baltico, e poi l’indimenticabile attore Michel Serrault, morto in Francia a 79 anni. Ora da Roma giunge la notizia che nessuno avrebbe mai voluto leggere, la morte del creatore di Blow-up e di Zabriskie point, il regista che un’intera generazione ha visto come uno dei massimi interpreti della società e dei suoi vulcanici cambiamenti. Nato a Ferrara il 29 settembre 1912, dopo la laurea in economia e commercio comincia ad interessarsi di cinema, incontrando intellettuali come Cesare Zavattini e Roberto Rossellini. Nel 1950 dirige il suo primo lungometraggio, Cronaca di un amore, cui seguono I vinti, La signora senza camelie, Le amiche. Ma il successo giunge dopo il 1960, con una celeberrima tetralogia di opere, tutte interpretate da Monica Vitti: L’avventura, La notte, L’eclisse e Il deserto rosso, il suo primo film a colori. La stagione della maturità porta capolavori come i citati Blow-up e Zabriskie point, incentrato sulla contestazione giovanile, ma anche Professione: reporter e Identificazione di una donna. Colpito da ictus cerebrale, la sua attività negli ultimi anni si limitava a qualche documentario, a parte la collaborazione con Wim Wenders per Al di là delle nuvole. Fra i suoi moltissimi riconoscimenti, si ricordano il Leone d’Oro al miglior film alla Mostra del Cinema di Venezia 1964 per Il deserto rosso, la Palma d’Oro al Festival di Cannes 1967 per Blow Up, per il quale ebbe anche due nomination al Premio Oscar 1967 al Miglior Regista e alla Miglior Sceneggiatura Originale. Inoltre il Premio Speciale al Festival di Cannes 1982 per Identificazione di una donna, il Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia 1983, fino alla consacrazione con l’Oscar alla carriera del 1995.

[exibart]

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  • la morte di un grande artista è sempre una piccola cosa
    perché un grande artista non muore, non può

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