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L’integrazione nei musei. A Torino, presentato Percorsi, progetto dedicato alle donne rifugiate

di - 14 Giugno 2017
Un viaggio per riscoprire la propria dignità e comprendere i diversi aspetti della nuova realtà che le circonda. È l’idea di Percorsi, progetto di accompagnamento e accoglienza per le donne rifugiate che fanno richiesta di asilo in Italia, a cura dell’Associazione Articolo 10 e con Opera Barolo e Fondazione Medicina a Misura di Donna. I risultati del progetto, che ha già visto due edizioni, la prima a ottobre 2016 e la seconda a maggio 2017, sono stati presentati stamattina, in una conferenza stampa a Palazzo Barolo, con interventi di Luciano Marocco, Luca Dal Pozzolo, Barbara Spezini, Maurizio Pia, Chiara Benedetto, Berthin Nzonza, Guido Vaglio, Monica Cerutti, Sonia Schellino.
Tre i moduli tematici e pratici affrontati nel corso degli incontri con le donne, incentrati su salute, accesso ai servizi e cittadinanza e cultura, coinvolgendo 24 donne provenienti da Nigeria, Costa d’Avorio, Cina, Gabon, Congo Brazaville, Camerun, Burundi, Repubblica Democratica del Congo e Moldavia. Gli incontri relativi alla salute si sono svolti all’Ospedale S. Anna, invece, per l’accesso ai servizi, sono state affrontate situazioni quotidiane, dal trasporto pubblico al colloquio di lavoro. Nel modulo cittadinanza e cultura, sono state previste visite guidate ai musei, luoghi di incontro tra storie ed esperienze diverse. I partner del progetto, Palazzo Barolo, Museo Nazionale del Risorgimento, Museo Diffuso della Resistenza, Palazzo Madama e Museo Egizio, hanno organizzato programmi dedicati, sviluppando i temi dell’identità del territorio, della tutela della democrazia, del rispetto delle altre culture. A tutte le donne è stato fornito l’abbonamento Torino Musei.
«La cultura e quindi le visite ai musei sono il cuore di questo metodo, che intende muovere emozioni, generare incontro con l’identità del paese che le accoglie per costruire nuovi significati anche grazie ai loro contributi, alle loro domande, alle loro curiosità. I musei diventano luogo di incontro e di dialogo tra cittadini italiani e donne rifugiate che, con l’ausilio di mediatori culturali, possono esprimere curiosità, ambizioni e possibilità», ha detto Barbara Spezini.

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