Alice in Wandering foto di Meliti Sara
Debutta in prima assoluta alla Sala Thierry Salmon dell’Arena del Sole di Bologna dal 24 febbraio all’8 marzo Alice in Wandering, la nuova produzione di Emilia Romagna Teatro firmata da Chiara Callegari e Simone Luglio. Il lavoro della compagnia KNK Teatro nasce da una storia reale ma sceglie fin dall’inizio di non trasformarla in racconto confessionale: è piuttosto un dispositivo scenico che prova a interrogare la fragilità senza indulgere nella retorica del dolore.
Al centro c’è Marta, 64 anni, e una diagnosi precoce che altera spazio, tempo e relazioni. Ma lo spettacolo non procede per cronaca. Attraversa la materia autobiografica attraverso l’immaginario di Alice nel Paese delle Meraviglie, creando uno scarto linguistico e simbolico che permette di guardare lo smarrimento da un’altra angolazione.
Il titolo gioca su questo doppio movimento: “wandering”, il vagare disorientato tipico di molte persone con demenza, e “wondering”, il domandarsi continuo su chi si è e dove si è finiti. Smarrimento e interrogazione convivono nella stessa parola.
In Italia sono oltre sei milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte da patologie neurodegenerative. Eppure il tema resta spesso confinato al silenzio o raccontato attraverso narrazioni pietistiche. Alice in Wandering tenta un’altra strada: sottrarre la fragilità tanto alla rimozione quanto alla spettacolarizzazione, scegliendo la metafora come strumento etico prima ancora che estetico.
La struttura stessa della Sala Salmon consente uno sfondamento della quarta parete: Alice invade la platea, si perde tra gli spettatori, chiede aiuto. Il pubblico non resta osservatore neutrale, ma viene chiamato a una responsabilità concreta. È in questo passaggio che la fragilità diventa fatto collettivo.
KNK, collettivo nato in Sicilia nel 2019, prosegue così un percorso che intreccia teatro e impegno civile. Dopo lavori dedicati alla memoria pubblica e alla cronaca italiana, la compagnia sposta lo sguardo sul privato trasformandolo in spazio condiviso. Non un requiem, ma un tentativo di creare comunità attorno allo smarrimento.
Uno spettacolo di Chiara Callegari e Simone Luglio, con Simone Luglio, Salvatore Alfano, Chiara Callegari, dramaturg e assistente alla regia Eliana Rotella, luci Gaetano La Mela, musiche originali Salvo Seminatore, suono Marianna Murgia, video Luca Grazioli, direzione tecnica Marco Tumminelli, produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale con il sostegno di Circuito Claps/Intercettazioni – Centro di Residenze Artistiche della Lombardia, Festival VagaMente – Fondazione G. E. Ghirardi, nell’ambito del progetto Teatro e fragilità. Pratiche di welfare culturale realizzato con il contributo di Fondazione Carisbo.
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