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L’ISIA di Faenza porta a Milano la Ceramica Parallela di Salvatore Arancio

di - 6 Aprile 2019
Negli spazi della Galleria Fatto ad Arte di Milano da oggi, sabato 6 aprile e fino al 14 aprile, ISIA Faenza presenta la mostra “La Ceramica Parallela”, a cura di Salvatore Arancio e Marinella Paderni. La mostra mette in scena un paesaggio fantastico, popolato da sculture totemiche, risultato del workshop condotto dall’artista Salvatore Arancio con otto studenti del Biennio Specialistico di Design del Prodotto di ISIA Faenza. Abbiamo posto alcune domande sul progetto e sulla mostra a Salvatore Arancio e a Marinella Paderni, direttrice dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche faentino.
Come è nato il progetto?
Marinella Paderni «”La Ceramica Parallela” è la seconda parte di un progetto formativo dell’ISIA di Faenza sulla sperimentazione nel design ceramico, iniziato nel 2018 con il workshop e la mostra “Work” curati da Andrea Anastasio. Visto il successo, insieme alla Presidente Giovanna Cassese abbiamo voluto trasformare l’idea in un format annuale, invitando quest’anno Salvatore Arancio, artista che stimiamo molto per la sua visione innovativa della ceramica. La mostra, presentata alla Milano Design Week (e a settembre 2019 alla Bologna Design Week), è un progetto forte, ardito, come deve essere la ricerca in ambito universitario. Un catalogo bilingue edito da Corraini – con un dialogo tra Salvatore Arancio e Daniela Lotta e i testi di Giovanna Cassese, Marco Tonelli e mio – racconterà il processo di progettazione riflettendo sugli sviluppi del linguaggio ceramico tra arte e design».
Che tipo di lavori sono stati realizzati e come è avvenuto il processo di realizzazione?
Salvatore Arancio «Sono state realizzate delle sculture in ceramica sia fatte a mano che stampate in 3D e una video animazione. Gli studenti sono partiti dalle forme organiche immaginifiche contenute in un libro del 1976 di Leo Lionni intitolato “La Botanica Parallela”. Questa ricerca è stata poi sviluppata attraverso un periodo di investigazioni del paesaggio naturale circostante l’ISIA. In mostra vedremo le sculture create dagli studenti attraverso l’utilizzo della ceramica, e tre totem composti da diverse combinazioni di otto elementi, uno per ogni studente, corrispondenti alle sculture scansionate, reinventate e rese riproducibili dalla tecnologia 3D, trasformate ulteriormente a causa della “inefficienza” di questa tecnologia di riprodurre nella sua integrità quello che le nostre mani riescono a creare. Vedremo anche un’animazione 3D pensata come un modo per immaginare un paesaggio distopico inabitato da queste forme organiche».
Come si collocano questi lavori nel rapporto tra arte e design?
SA «Le ceramiche iniziali modellate dagli studenti sono delle vere e proprie sculture, che attraverso la trasformazione tecnologica, diventano funzionali e serialmente riproducibili come piedi/basi per tavolini. Era per me importante impostare questo workshop mantenendo e rispecchiando l’etos e la tradizione dell’ISIA di Faenza, posizionata tra le tradizioni dell’arte ceramica, il design e la comunicazione, ma anche per sottolineare come i confini tra queste forme di espressione siano ormai sempre più indistinguibili».
Prevedete una terza edizione del progetto o progetti simili?
MP «Sicuramente. Oltre al riconoscimento del pubblico e degli addetti ai lavori, il progetto è molto apprezzato dagli studenti che trovano da noi la possibilità di lavorare direttamente con grandi autori. I nostri bienni specialistici si distinguono per offrire un’alta formazione artistica, fondata sui modelli sempre attuali del Bauhaus e di Bruno Munari. Oltre a “La Ceramica Parallela”, quest’anno siamo presenti al Salone Satellite con un altro progetto inedito dal titolo “EARTHz” sugli stili alimentari tra cura della terra e transumanesimo». (Silvia Conta)
In alto: Courtesy ISIA Faenza Design & Comunicazione. Photo © Marco Piffari

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