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Lorenza Boisi ci racconta il nuovo corso del Midec di Laveno. Subito due mostre sul design

di - 14 Luglio 2018
Nuovo corso per il MIDeC-Museo Internazionale del Design Ceramico che, da giugno 2018, ha un nuovo direttore artistico: Lorenza Boisi, artista italiana di levatura internazionale che, da anni, si confronta con l’importante eredità italiana legata alla tradizione ceramica. Per ora, il suo mandato ha una data di scadenza ben precisa, dicembre 2018, pochi mesi in cui saranno da subito messe in atto una serie di iniziative concrete per cercare di restituire al museo il ruolo che merita, sia nel rapporto con il territorio locale, sia nel panorama nazionale.
Il museo possiede una collezione di oltre cinquemila pezzi di design ceramico industriale che vanno dalla metà dell’800 a oggi e documentano lo sviluppo di questo importantissimo settore dell’industria italiana, nonché una serie di opere originali e pezzi unici di grandi artisti della ceramica e scultori. Le collezioni del museo hanno un legame particolarmente forte con la storia del design ceramico nell’area lombarda, una delle più ricche e ferventi d’Europa. Per avere un’idea della tensione creativa che si respirava in queste zone, basti pensare che tra i direttori artistici delle ceramiche lavenesi si sono avvicendati designer del calibro di Guido Andlovitz e Antonia Campi, con partecipazioni di Piero Portaluppi, Marco Costantini, Egidio Casarotti, Angelo Biancini, Giovanni Gariboldi e Pietro Melandri.
Abbiamo chiesto alla neo-direttrice una breve anticipazione sui suoi obiettivi per il museo e sul suo approccio al nuovo incarico: «Questo breve incarico, che copre una fase transitoria del Museo Lavenese, mi vede motivata a intentare un processo di rinnovamento e incremento della visibilità di questo luogo straordinario ma periferico. Si tratta di un museo prezioso che deve essere apprezzato e divulgato come merita, anche grazie a una serie di mostre di interesse internazionale, di levatura professionistica alta e percorsi di avvicinamento a nuovi pubblici, grazie a soluzioni residenziali, concorsi, momenti partecipativi ed inclusivi, sempre nello spirito di un attento ri-orientamento di filiera, che possa creare una focalità sulla pratica ceramistica contemporanea e sul carattere prioritario dell’istituzione: il design ceramico e la ricerca tecnico-formale che lo caratterizza. La mia volontà si muove verso una ridiscussione del patrimonio museale, finalizzata a una valorizzazione della collezione e dei molti tesori nascosti nei nostri archivi. Il mio percorso deriva da un comparto di puro contemporaneo, questo incarico mi sfida ad approfondire ed articolare un ambito storico-artistico, in cui mi propongo di riversare pure soluzioni e strategie oggettivamente inusuali, derivate appunto dalla mia pluridecennale e promiscua attività di agitatore culturale, inventore di buone pratiche e stakanovista della criticità».
Già domenica, 15 luglio, due mostre inaugureranno la nuova stagione del MIDeC: “Carlo Zauli. Scultore, ceramista, designer”, a cura di Matteo Zauli e Lorenza Boisi, realizzata in collaborazione con il Museo Carlo Zauli di Faenza, e “Caducità. Il frammento come auto-rappresentazione nella ceramica d’arte italiana”, a cura di Irene Bilochini, con lavori di Valentina d’Accardi, Vincenzo Cabiati, Silvia Camporesi, Arianna Carossa, Pino Deodato, Loredana Longo, Nero / Alessandro Neretti, Ornaghi Prestinari, Paolo Polloniato, Laura Pugno, Alessandro Roma, Andrea Salvatori, Marcella Vanzo e Marco Maria Zanin. (Silvia Conta)

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