Come prima reazione, ci verrebbe da ringraziare. Se non ci fosse stato il Madre, di che avremmo parlato, in questi stanchi giorni in cui tutto si assopisce fra pandori e spumantini? Sì, perché il museo napoletano pare aver deciso di infilare una gaffe dietro l’altra, in una
cupio dissolvi di credibilità che di questo passo finirà per metterlo definitivamente alla berlina. L’ultima è il video
Sett’eHot, di DJ Claudio Cerchietto (sic!) – al secolo Ciro Cacciola, il protagonista del già discusso
Madrenalina -, pubblicato sul website del quotidiano
Il corriere del Mezzogiorno. Una sorta di “gioca joueur” alla pummarola con varia umanità scatenata in “raffinati” balli fra un
Francesco Clemente, un
Warhol e una
Rebecca Horn. Fin qui la cronaca. Alla quale però si affianca l’allarme, con invito all’indignazione, lanciato via email circolare da chi? Proprio da quel Gigiotto Del Vecchio che evidentemente si scopre moralista solo a scoppio ritardato, dopo esser stato messo alla porta dal Madre. “
È questa la cultura che produceva il Museo Madre con gli eventi Madrenalina?”, si chiede ora il curatore. Eppure Madrenalina va avanti da molto tempo… In quello stesso museo in cui Del Vecchio ha accettato un incarico (assieme alla sua attuale moglie) senza ancun concorso pubblico o selezione. In cui ha gestito in maniera piuttosto personalistica lo spazio che gli era stato dato (l’unica esperienza positiva, quella dell’evento “N.Est”, è stata proposta da altri, cui non è andato il minimo riconoscimenti). Ed in cui non trasparivano davvero i disaccordi con Eduardo Cicelyn, che invece adesso viene criticato via e-mail circolare. Il video
Sett’eHot sarà pure di pessimo gusto (cliccate qui sotto per averne riprova), ma chi è senza peccato…
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Madrenalina sì, Madrenalina no. Cicelyn chiude le danze al museo. Per ora…[exibart]
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Sono stata al Madre sabato, cioè ieri. Mi è sembrato un museo bellissimo, pieno di gente, pieno di opere, pieno d'allegria. Non sono un'esperta di arte contemporanea ma ne ho visitati molti di musei di questo tipo in Europa e in America. Ebbene non credo che il Madre abbia nulla da invidiare a nessuno dei musei più famosi. In Italia io credo proprio che sia il migliore. Non capisco perché tante polemiche. Credo che a Napoli ci sia molta gente invidiosa che fa del male a tutti noi. Che peccato!
Che c'è, qualcuno è infastidito dal fatto che il Museo Madre ha pubblico e Capodimonte e altri molti di meno? In meno di tre anni il Madre è diventato uno dei più importanti musei italiani di arte contemporanea venendo su dal nulla, che forse Cicelyn e Codognato, con o senza curricula, non sono proprio gli ultimi arrivati? A me pare che gente così dovremmo averla anche in altri settori della vita pubblica napoletana e che invece gente come Gigio e Gigetta meglio perderli che trovarli: presuntuosi, arroganti e fondamentalmente un po' arrampicatori e ignoranti
Oggi è lunedì, entro al museo gratis e magari se si potesse fumerei una bella siga dinanzi al Cucchi. ciao a tutti, belli e brutti, anzi solo ai brutti.
Nicola Spinosa è l'unico che sta facendo un lavoro serio. molto serio. il resto è fuffa, il madre è un posto brutto, ma brutto davvero
Come no, Il Madre è il miglior museo al mondo e Cicelyn è il suo profeta, Napoli è la città dove si vive meglio, Codognato è un grande curatore (e la moglie pure).
La Camorra non esiste, ma nel caso fa solo dell'ottima Land Art.
Dj Cerchietto è una intelligente operazione culturale, di più, è l'avanguardia.
E adesso tutti gli altri musei al mondo prenderanmno le contromisure producendo concept all'altezza di Cacciola.
Hai voglia di imbellettare la pupù. Merda è e merda resta.
Napoli e l'arte contemporanea. O meglio il madre e l'arte contemporanea, come il cavolo a merenda. lo squalo cicelyn, il baronetto codognato, la moglie del baronetto e rauchenberg che è morto di collera quando ha saputo che esponeva a napoli.
vi voglio bene, ma se vi incontro per strada non vi saluto. giro la faccia dall'altra parte. anzi non vi voglio neanche bene.
ciao
vi auguro un pessimo 2009
A proposito, anche Luciano Fabro è morto mentre si organizzava la sua grande personale al Madre!
Mi sorge un dubbio... ma non è che il Madre porti sfiga??
Ma Nicola Spinosa è un professionista, ja. Uno con le contropalle. Uno studioso. Può risultare discutibile negli atteggiamenti, o antipatico, ma è uno che organizza le Mostre. Secondo me quando Cicelyn è entrato nella Sala Causa con le opere della Bourgeois ha avuto un travaso di bile... Per favore, date più soldi a Capodimonte...
Ingredienti per 4 persone:
4 etti di pasta secca (formato ditaloni)
6 etti di patate vecchie mondate e ridotte a cubettini
1 bicchiere d’olio d’oliva
½ cipolla affettata – 1 costola di sedano a tocchetti
1 etto di pancetta tesa tagliata a listarelle
2 foglie di basilico
1 litro di brodo di dado
4 etti di provola affumicata tagliata a dadini
1 dado da brodo vegetale
1 spicchio d’aglio schiacciato
Sale e pepe q.b.
½ etto di pecorino grattugiato
Ponete a fuoco vivace una pentola provvista di coperchio.
Versatevi tutto l’olio e fatevi imbiondire cipolla ed aglio; l’aglio poi lo tirerete via. Aggiungete la pancetta ed i tocchetti di sedano e lasciate rosolare lentamente; aggiustate di sale e pepe; aggiungete alcune mestolate di brodo preparato precedentemente con un dado vegetale versare tutte le patate tagliate a cubetti e portarle a cottura badando che cuociano, ma non si disfino.
Portare poi a cottura la pasta come per un risotto aggiungendo a mano a mano altre mestolate di brodo; a cottura ultimata spezzettate a mano le foglie di basilico e rimestate velocemente; alzate il fuoco, versate sulla pasta la dadolata di provola, rimestate ancora, incoperchiate e lasciate che la provola cominci a sciogliersi e filare; impiattate e cospargete con il pecorino grattugiato ed il pepe nero.
Questa preparazione è chiamata "alla luciana" in quanto trae la sua origine dalla zona di Santa Lucia, popolare quartiere napoletano di pescatori. Per l'esecuzione pulire accuratamente con acqua corrente 1 kilo di polipetti, indi metterli in un tegame senza olio nè liquidi e porre sul fuoco a fiamma alta. Trascorsi 10 minuti, versare 1 bicchiere di vino bianco, far evaporare, indi unire 1 bicchiere di olio extravergine, 2 spicchi d'aglio ed 1 kg di pomodori pelati precedentemente schiacciati con una forchetta. Far cuocere per 10 minuti, aggiungere 100 gr di olive nere di Gaeta snocciolate e tagliate per metà e far cuocere ancora per 5 minuti. A fine cottura cospargere con abbondante prezzemolo tritato. Servire con crostini di pane.