Cremaster 3, l’ultimo film di Matthew Barney sarà presentato, in anteprima italiana, dalla Fondazione Pitti Immagine discovery e da The Solomon R. Guggenheim Museum
in collaborazione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino il 18 giugno 2002 al Teatro Goldoni a Firenze.
Cremaster 3 è il terzo episodio, il quinto realizzato, della saga Cremaster (titolo riferito al vocabolo che definisce il muscolo che sorregge i testicoli) concepita in cinque parti dall’artista statunitense Matthew Barney, che evitando programmaticamente l’ordine cronologico ha diretto Cremaster 4 (1994), poi Cremaster 1 (1995), Cremaster 5 (1997), Cremaster 2 (1999) e infine Cremaster 3 (2002).
L’epopea Cremaster parte dal sistema riproduttivo umano e descrive metaforicamente l’evoluzione della forma attraverso allusioni biologiche, psicossessuali e morfologiche. Usando un complesso sistema di simboli Barney esplora le nuove mitologie contemporanee e la continua evoluzione dell’organismo che cresce attraverso la strenua competizione con se stesso. L’artista medita attraverso le sue immagini, in modo assolutamente personale (gettando scompiglio nei diversi linguaggi del cinema e dell’arte) sulla realtà dell’individuo in una società dove l’identità di genere è ambigua e in movimento.
Dopo un viaggio tra le fate dell’isola di Man nel mare d’Irlanda (Cremaster 4), un musical surreale girato su un campo di football americano in Idaho (Cremaster 1), un melanconico finale fra i bagni e i teatri di Budapest (Cremaster 5) e una sorta di western gotico, attraverso il sistema nervoso della cultura americana, sulla figura di Gary Gilmore patetico assassino, Matthew Barney in Cremaster 3, perno centrale della saga, unisce il genere zombie thriller con il gangster. Nel film interpretato, oltre che dallo stesso Barney, dall’artista americano Richard Serra e dalla campionessa dei giochi olimpici per paraplegici nonché modella per Alexander McQueen e icona dell’America vincente a tutti i costi: Aimee Mullins, si distillano i pricipali temi e i progetti estetici dell’artista.
Il plot del film, che si svolge nel 1930, mescola mafia, massoneria, folclore celtico e passioni Art Deco. Si svolge tra New York, Saratoga Springs, Giant Causeway in Irlanda e la Fingall’s Cave a Staffa un’isola delle Ebridi Scozzesi. A New York il film è girato nel Chrysler Building e nel Guggenheim Museum.
bio
Matthew Barney nato a San Francisco nel 1967, ha esordito giovanissimo. Nel suo curriculum riconoscimenti e mostre personali nei più importanti musei del mondo come il San Francisco Museum of Modern Art, la Fondation Cartier a Parigi, la Tate Gallery a Londra, il Museum Boymans-van Beuningen a Rotterdam. Premio Europa 2000 per il miglior giovane artista alla Biennale di Venezia del 1993 ha conseguito nel 1996 l’Hugo Boss Prize; ha inoltre partecipato alla Biennale del Whitney Museum di New York (1993,1995) e a Documenta IX di Kassel (1992).
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