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Ma è vero che gli asini volano? La mostra di Antonello Cuccu all’Università Bocconi

di - 21 Novembre 2018
Antonello Cuccu, classe 1958, architetto, artista concettuale fra i più originali della sua generazione e designer, nato in Sardegna, racconta la sua terra nella mostra “ASINO VOLA” a cura di Elena Pontiggia, allestita presso la Sala Ristorante dell’Università Bocconi di Milano.
“L’ASINO VOLA!” È l’espressione più usata fin da bambini per descrivere qualcosa di impossibile, un’assurdità e una bugia, un trabocchetto e chi ci crede, chi alza lo sguardo, è un ingenuo, un sempliciotto, uno stolto ma, se è vero che nell’opera La Trahison des images di Magritte quella che vediamo non è una pipa, è anche vero che gli asini di Cuccu volano. La serie di quattro serigrafie dal sapore pop che apre la mostra, rappresenta il viaggio nelle mappe personali di Cuccu, nei voli fra Bosa, dove è nato, Roma, la città dove ha studiato, Oristano, dove ha lavorato e Mamoiada, dove tutt’oggi vive.
Ma gli asini volano anche da Nord a Sud, da Est a Ovest nelle sedici grandi tempere, che nella composizione formale e cromatica, rimandano alle vetrate delle Cattedrali gotiche. Allestite con le direzioni suggerite dai titoli, costringono l’osservatore a cambiare continuamente direzione con lo sguardo per poter seguire il librarsi dell’asino. Nella serie delle terraglie smaltate, «Gli asini non portano some ma idee. Non ci propongono beni di consumo ma piccoli oggetti simbolici, indispensabili ma invendibili: una cornice, per inquadrare la nostra vita che ci sfugge da tutte le parti; una casa a forma di casa, per ricoverare i nostri rimpianti e le nostre nostalgie; una macchina, per viaggiare al termine della notte; una pera rubata ai quadri di De Chirico o alle ghirlande del Crivelli; un pesce che abita ventimila leghe sotto i mari; una stella danzante, di quelle che secondo Nietzsche nascono dal caos della nostra mente», come scrive Pontiggia nel testo del catalogo.
La cultura popolare ritorna anche nelle opere Volo bilanciato e Desiderio del volo, dove i piccoli animali in terraglia smaltata sono seminascosti nelle tipiche bisacce sarde in tessuto bianco e nero, che lasciano intravedere non solo il desiderio ma anche la speranza al volo, al cambiamento e all’imprevisto e alla crescita. (Chiara Manca)
In home: Antonello Cuccu, volo statico verde, 2018. Ph. Nelly Dietzel
In alto: Antonello Cuccu, circuito di volo (volo e non volo), 2018. Ph. Nelly Dietzel

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