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Macro Future al Mattatoio, regalo sotto l’albero per il Natale di Roma

di - 20 Aprile 2007

Il complesso è già da tempo destinato dal Comune di Roma a manifestazioni culturali ed eventi artistici, con servizi pubblici di tipo culturale, educativo ed associativo. Dal 2003 nel complesso dell’ex-Mattatoio si svolge – sotto le insegne del Macro – una regolare attività espositiva, all’interno di uno dei due padiglioni dedicati allo sviluppo e la diffusione dell’arte contemporanea. Ora, in occasione del Natale di Roma, arriva l’inaugurazione del secondo padiglione, ed il centro espositivo assume una configurazione definitiva, che ne fa uno spazio nodale nel panorama artistico romano. Curato da Luciano Cupelloni, il progetto porta a disporre quindi di due padiglioni di oltre mille metri quadrati ciascuno, lunghi oltre sessanta metri per sedici di larghezza e tredici di altezza. La collocazione strategica nel quartiere Testaccio, una delle zone più vivaci della città, la dimensione e la disposizione dello spazio rendono infatti i due padiglioni sede espositiva eccezionale e modello museale agile e innovativo, uno spazio particolarmente adatto alle grandi esplorazioni multimediali e alla contaminazione fra le diverse forme d’arte, con forte vocazione verso la sperimentazione culturale. Per questa attesa inaugurazione, il Macro ha programmato un evento che avvia un’importante collaborazione internazionale fra tre realtà che in questi anni si sono distinte per l’attenzione verso le sperimentazioni e le più avanzate ricerche in campo artistico: lo stesso Macro Mattatoio, il PS1 Contemporary Art Center di New York e il Kunst-Werke Institute for Contemporary Art di Berlino. Che presentano la collettiva Into me, out of me, con circa centoventi artisti tra i più importanti del panorama internazionale, che esplorano la dimensione interna ed esterna del corpo umano. Curata da Klaus Biesembach, la mostra offre una vasta documentazione attraverso oltre quarant’anni e differenti media, dalla videoarte a installazioni, da sculture e opere pittoriche sino alla fotografia. Presenti – tra gli altri – Marina Abramovic con una selezione di tre video, dal 1975 al 1980, ricerche tra attrazione e repulsione nei rapporti uomo-donna; Matthew Barney con Cremaster 3, del 2003; Pipilotti Rist con Mutaflor e Blutclip, opere dedicate al corpo e alle sue possibili deformazioni. Inoltre Gilbert & George con il video Gordon´s Makes Us Drunk, Nan Goldin, Andy Warhol e Vik Muniz e le personali interpretazioni di The Last Supper, Felix Gonzalez-Torres, Tony Oursler con Crying Doll (Floral #2) del 2006.

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Inaugurazione: sabato 21 aprile 2007 – ore 18.00
Piazza Orazio Giustiniani – Roma
Orari: dalle 16 alle 24
Ingresso: gratuito
Info: 06671070400 – macro@comune.roma.it
Web: www.macro.roma.museum


[exibart]

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  • Mostra assolutamennte inutile, soldi buttati al vento, arrivata con anni di ritardo.
    Per fare grandi mostre ci vogliono grandi curatori.
    Se fosse stata organizzata in Inghilterra, avrebbe fatto il giro del mondo,questa al massimo farà il giro di testaccio, cari politici

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