L’opera per l’atrio interno a
Maurizio Mochetti, l’opera per l’area esterna a
Massimo Grimaldi. Sono italiani i due progetti vincitori di
Maxxi 2per100, il megaconcorso internazionale lanciato dal Museo nazionale delle arti del XXI secolo che sarà inaugurato nella primavera del 2010 a Roma.
A selezionarli, fra gli undici progetti finalisti, la giuria composta da Pio Baldi, Presidente della Fondazione Maxxi; Annamaria Tatò in rappresentanza del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti; Anna Mattirolo, direttore Maxxi Arte; Gianluca Racana, in rappresentanza dello Studio Zaha Hadid; Mario Codognato, curatore generale del museo Madre di Napoli; gli artisti Alfredo Jaar e Giuseppe Penone.
Per l’atrio interno Mochetti (Roma, 1940) ha ideato
Linee rette di luce nell’Iperspazio curvilineo, che, secondo la giuria, “
meglio interpreta la spazialità interna del progetto del museo, introducendo elementi cromatici”. Un allestimento di luce ed elementi scultorei, essenziale e allo stesso tempo sorprendente, affronta la relazione tra il visitatore e il luogo, diventando secondo l’artista un “
barometro dello spazio”.
Per l’area esterna Grimaldi (Taranto, 1974) si è affermato con
Emergency’s Paediatric Centre in Juba Supported by Maxxi, di cui la giuria “
apprezza l’originalità dell’idea che produce un’opera d’arte fotografica attraverso la realizzazione di un progetto che ha anche un elevato contenuto sociale ed etico”. Le immagini, realizzate in progress, documenteranno tutte le fasi di costruzione e di inizio dell’operatività del nuovo ospedale di Emergency a Juba in Sudan, costituendo un reportage che sarà mostrato in una doppia video proiezione sincrona su una parete esterna del museo.
La realizzazione delle due opere d’arte prevede un importo complessivo di 1.130.000 euro, suddiviso in 430mila euro per l’opera dell’atrio interno e 700mila euro per l’opera dell’area esterna.
link correlati
www.maxxi.beniculturali.it[exibart]
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L'idea di Massimo Grimaldi per la quale è stato assegnato il premio Maxxy 2x100 mi è apparsa per molti aspetti geniale, di quelle che lasciano il segno. Il forte dubbio è che la scelta, della giuria sia stata fatta nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Mi spiego: Il passato governo ha recentemente promulgato 40 pagine di linee guida al fine di stimolare e stringere le amministrazioni pubbliche all’applicazione della legge del 2x100, troppo spesso dimenticata. Questo atto era scaturito dalla protesta attuata da un gruppo di valenti artisti in sede Romana. Il concorso Maxxy 2x100 era sembrato nascere proprio nel segno del virtuoso e dovuto rinnovamento dell’applicazione della legge, accadimento del quale il concorso si è fregiato pubblicizzandolo nello stesso titolo.
Alla fine questa scelta della “non opera fisica” di fatto sembra corrompere l’attenzione al tema essenziale della legge del 2x100 e soprattutto al dibattito sul fatto che essa non viene quasi mai applicata. Le opere d’arte pubbliche oggi, potrebbero servire da guida ed essere un toccasana necessario nella compagine ormai caotica delle arti figurative in Italia.
Il ritorno al mestiere, ai materiali, alla solida professionalità è auspicato da tanti artisti, che aspirano ad essere presenti, attraverso il loro prodotti culturali, negli gli spazi urbani ed a rapportarsi nel tempo, con i loro abitanti.
Insisto nel fatto che la legge del 2x100 non è applicata, a farla da padroni poi, sono spesso i progettisti ai quali, non sazi del loro ampio intervento sul territorio, si potrebbe imputare una sorta d’invidia nei confronti di quella creatività che può essere espressa in maniera molto più libera ed efficace dall’artista il quale viene quasi sempre schivato.
Vorrei ribadire che è dovere del progettista prevedere l’intervento artistico, contemporaneamente e organicamente al suo progetto, questo dicono le linee guida della legge del 2x100.
Nel caso dell’assegnazione del premio Maxxy si sente pesantemente quest’esclusione del professionista artista, inteso, alla maniera tradizionale ( quella che per inciso ha generato il grande patrimonio di beni culturali Italiano).
Ripeto di apprezzare grandemente l’idea in sé, di Massimo Grimaldi, ma vista la circostanza che è stata espressa dagli organi istituzionali nella assegnazione del premio propongo che l’intero museo Maxxy venga venduto e che con il ricavato si costruiscano 49 ospedali nei paesi del terzo mondo. Sarebbe Bellissimo.
Nel frattempo il problema della generale non applicazione, da parte delle amministrazioni pubbliche, della legge del 2x100 resta comunque da risolvere.
Per leggere le linee guida:
http://www.lavoripubblici.it/news/2007/01/lavori-pubblici/linee-guida-ministeriali/
ottima idea Ranieri...!
rafforziamo all'ennesima potenza l'idea genialissima di Grimaldi!
apriamo una campagna, una petizione pubblica per vendere il Macro per finanziare Emergercy,oppure trasformiamo il Macro in un ospedale gestito da Emergency, che chissa chepoi si faccia lo steso con il Mart la Gam etc...
Grimaldi ( e la giuria di saggi in odore di santita' che lo ha giudicato) dimostra, con la purezza di un asceta medioevale, che l'estetica di fronte all'etica non puo' avere luogo e che tutti gli sforzi che si fanno per avvicinare il livello delle arti italiane a quello degli altri paesi avanzati tendono verso un obbietivo del tutto vano.
l'italia, oggi,sta dimostrando che e' il paese piu' avanzato di tutti nella sua apparente immobilita': e' il paese che ha capito che l'arte in fondo e' solo un fatto di vile materia ( pietre, tele, bronzo, legno colori etc...), che non regge il confronto con la purezza immateriale del pensiero etico.
Bravo sempre Grimaldi che ci illumina della sua bonta' infinita, e meno male che si e' tenuto l'8% del compenso ( 56200 euro) altrimenti la chiesa ( che piu' modestamente chiede l'8 per mille) avrebbe dovuto farlo santo, che magari poi ci scappava anche una statua davanti al Macro:
San Massimo Grimaldi.
Ripeto, non discuto la bella idea di Massimo Grimaldi, ma il momento storico in cui è stata selezionata dalla giuria del Maxxy 2x100.
Dopo anni di colpevole mancanza dell’applicazione della legge del 2x100 per l'arte negli edifici pubblici, essa, era finalmente tornata in maniera eclatante, alla pratica attenzione delle istituzioni .
Con questa premiazione fuori - luogo e in ogni caso di molto peso, si svilisce lo spirito e la stessa applicazione della legge, sia in pratica sia dialetticamente, come ha perfettamente fatto notare Luca Rossi.
Proprio adesso che finalmente essa ritornava all’attenzione sembra che con questo giudizio si sia voluto affermare che sono altre le cose importanti!
Allora, insisto seriamente nel proporre che l’intero museo Maxxy sia venduto e che con il ricavato si costruiscano 49 ospedali nei paesi del terzo mondo.
Peraltro, ritengo che sia più importante dare spazio pubblico al mestiere e alla professione degli artisti, che spendere milioni di euro e tante energie per un ennesimo contenitore museale che rischia di essere la celebrazione dell’idea - arte e non dell’oggetto - arte.
Per quanto riguarda l’aspetto mistico-religioso evidenziato da Luca, c’è moltissimo da dire, infatti nella accezione istituzionale del contenuto culturale delle arti figurative la deriva mistica è fin troppo presente, fino a costituire in molti casi un vero e proprio scippo alle mozioni profonde che hanno segnato la nascita dell’arte moderna.
L’obbiettivo che rimane è quello del rispetto anche futuro della legge del 2x100, per il quale occorre vigilare e segnalare tenendo presente anche il seguente articolo:
Art. 2 bis Nelle operazioni di collaudo di cui alla presente legge il collaudatore dovrà accertare sotto la sua personale responsabilità l’adempimento degli obblighi di cui all’art. 1. In difetto la costruzione dovrà essere dichiarata non collaudabile, fino a quando gli obblighi di cui sopra siano stati adempiuti…
Credo che l’argomento meriti di essere discusso in maniera ampia ed invito i colleghi ad intervenire.
Costruire un ospedale per bambini bisognosi è un atto di grande umanità, ma che nulla ha a che vedere con l'arte, che è un fatto estetico, non etico; mi meraviglia come la giuria abbia potuto parlare di "originalità" e soprattutto di "opera d'arte fotografica", poichè documentare fotograficamente la costruzione ed il funzionamento di un edificio ha a che fare con il reportage e con il fotogiornalismo, non con l'arte. La causa di questa confusione di giudizio sta, credo, nell'avere accettato (e troppo spesso esaltato) l'eccessiva estrinsecazione della qualità artistica dal prodotto fisico di valenza estetica, permettendo al "concetto" di avere la meglio sull'intuizione e l'espressione, uniche vere costanti della pratica artistica. Le opportunità di fruire di somme di denaro così ingenti per la valorizzazione artistica di spazi pubblici sono pressochè nulle e non credo sia giusto approfittare di queste rare occasioni per operazioni che sconfinano nell'ambito dell'etica o della moralità, annullando totalmente il senso di un progetto e di una legge che riguardano esclusivamente l'interesse e l'accrescimento culturale della nazione.
Sta volta mi schiero compatto dalla parte del commentario. In particolare con quanto dice Ranieri.
quanto è inconsistente il progetto di Grimaldi
Ranieri tu inviti e io intervengo. Che ti debbo dire: sono d'accordo con te. Fine.
Sono pienamente d'accordo anche se mi fa piacere sapere che i soldi vengono utilizzati a fin di bene. I concorsi d'arte pubblici ormai non esistono più e quei pochi che esistono non servono all'Arte. Pensiamo in primo luogo a tutte le opere che vengono inserite nelle nostre città in piazze o rotonde, si è mai visto un bando pubblico?
C'è poi da dire che oggi esiste un' arte che sempre più assomiglia al cinema dato che i video stanno invadendo il campo alla scultura e alla pittura. Inoltre anche nei concorsi privati non si tiene debito conto che l'arte si divide in due categorie principali: la prima è bidimensionale (pittura, fotografia, video, elaborazioni al computer, alcune installazioni, ecc..), e la seconda è tridimensionale alla quale appartiene la scultura, le installazioni spaziali, ecc...). Purtoppo i video e le fotografie invece che essere inseriti in categorie isolate vengono sempre associate alla scultura con la quale non hanno nulla incomune. Così si sminuisce il lavoro dello scultore che lavora manualmente e pesantemente con i materiali e gli atrezzi. per me la scultura non è morta ancora!!!
Ciao e grazie!
Stefania Dal Molin
Nei miei pensieri dopo Marco Travaglio esiste solo Tonelli, il direttore più risoluto che ci sia...
Perché non è stato scelto a sorte una giuria popolare? Lo fa già la giustizia, e nell'arte, lo fa il Canada!
Meditate gente, meditate...