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Miart/Contemporaneo sì o no? La parola ai galleristi nel rush finale della fiera

di - 13 Aprile 2015
Come sono andati gli affari nelle gallerie del contemporaneo? Dipende. Sono piuttosto tiepidi dalla genovese Pinksummer, che presenta tra gli altri Tomas Saraceno (foto in home page) e Alis/Filliol. Impennata di prezzi pre-biennale? Macché, i prezzi sono abbordabili – ci rispondono – e il duo torinese suscita un deciso interesse.
Collicolaligreggi di Catania da quattro anni scelgono la piazza di Milano «perché con la direzione di De Bellis è diventata un’ottima fiera, anche se non è facile il mercato».
Molto bene invece è andata per la romana Frutta, che espone i “Boetti” di Gabriele De Santis, Alek O. e le ceste giganti di Ditte Gantriis e anche per la palermitana Francesco Pantaleone la risposta è un deciso si: «A Milano sta tornando la fiducia per l’arte», ci dice il gallerista.
Già, perché l’arte, come vi abbiamo raccontato in questi giorni, è stata davvero dappertutto (anche nella lounge di Loropiana con due splendidi arazzi di Pae White), con l’impressione di alcuni che la fiera sia stata più vuota del solito proprio perché musei e gallerie cittadine non hanno mai offerto così tanto come quest’anno.
Anche Umberto Di Marino, da Napoli, è molto contento: la sua galleria è stata selezionata per il Premio Herno per il miglior allestimento (foto in home page) e non può che far piacere ricevere questa menzione qui, «in una città dove ci sono almeno 10 ottime gallerie internazionali, e tra la compagnia di grandi stranieri», ci dice. Stranieri come la londinese Richard Saulton – a cui, appunto, è andato il premio.
«Impossibile bocciare Milano, anche se la concorrenza è forte e l’offerta dei colleghi di buon livello» ci dicono da The Gallery Apart di Roma, che hanno scelto di presentare un solo show di Luana Perilli, per dare una nuova, ottima, visibilità. Esperimento riuscito, vista la bellezza dello stand. E di solo show c’è anche quello di John Henderson, 31enne di Chicago, proposto da T293, a loro volta molto soddisfatti dalla fiera, così come Raucci Santamaria – non fosse altro perché rispetto alle fiere internazionali frequentate dalla galleria di Napoli, Milano è più abbordabile. Stanislao di Giugno protagonista dalla salernitana Tiziana Di Caro, soddisfatta così come sono molto contenti di questi giorni anche da Kaufmann Repetto e Raffaella Cortese di Milano.
Dulcis in fundo, chiudiamo con altre due milanesi: Massimo De Carlo, che propone a gonfie vele Gianfranco Baruchello (pareti piene di bollini rossi, specialmente su disegni di piccole e medie dimensioni) e anche Prometeo, dove Ida Pisani ci racconta che l’interesse maggiore è stato suscitato dal video di Maria Josè Arjoma, artista colombiana classe 1973, entrata nella scuderia della galleria lo scorso 2014.

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