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Miart/Il moderno si vende, con tanti contatti. Per una fiera che spera prosegua la direzione di Vincenzo De Bellis

di - 12 Aprile 2015
Se ne sentono parecchie in giro su miart. Qualcuno dichiara che i troppi eventi esterni hanno penalizzato la fiera, povera di collezionisti stranieri. Altri danno la colpa di un rush finale un po’ moscio alla corsa podistica “Stramilano”, che nel pomeriggio di oggi ha chiuso il traffico anche in alcuni viali attorno alla fiera, ma la verità è che il pensiero comune sia – almeno alle dichiarazioni – ottimo: miart, ci siamo! Lo dicono i parecchi galleristi del settore dedicato all’arte Moderna, dove spiccano Castellani, Fontana, De Chirico, Bonalumi e una splendida Cromia di Getulio Alviani (foto in home page). Gli affari si sono fatti principalmente giovedì e venerdì, ma quello che importa anche da queste parti è farsi vedere. Ce lo dice chiaro e tondo Manuela Composti della milanese Cà di Fra, forse lo stand più bello dell’area: arioso, non soffocato, e con un lavoro site specific progettato e allestito per l’occasione da Nanda Vigo (foto sopra). «Contrariamente a quello che si pensa i contatti sono buoni e numerosi: finalmente Milano ha raggiunto la dimensione che aspettavamo da anni. Se a Bologna si va per vendere, qui si fa una vera fiera di qualità, con meno estero di Torino e che per questo motivo può essere considerata la vera fiera d’eccellenza italiana. Se con Expo non è detto faremo una buona figura, con miart oggi siamo sicuri di si».
Contento anche Vincenzo De Bellis, intercettato nei corridoi, che non si sbilancia sul futuro. Che sarà della futura direzione di miart dipenderà dall’ente fiera, ma quel che è certo è che i galleristi – potessero scegliere – avrebbero già deciso da un pezzo. La società farà tesoro per un proseguo del mandato triennale del direttore?

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