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Milano caput mundi. Presentata ufficialmente M-WAM, la piattaforma che riunisce artisti di tutto il mondo che hanno scelto come base la città di Expo

di - 9 Marzo 2015
Fino a ieri sono stati una comunità non isolata, perché si sa che gli artisti tendono all’aggregazione, ma senz’altro silenziosa. Da oggi, invece, hanno ufficialmente un canale non solo dove trovarsi, ma anche dove farsi cercare da chi vuole scoprire chi sono.
Ma chi? Gli artisti del mondo che hanno scelto come base Milano.
Il PAC, sotto la costellazione di immagini di David Bailey, oggi ha fatto da scenografia per la presentazione di M-WAM il nuovo network interculturale di cui vi avevamo già anticipato qualche settimana fa, ma che oggi ha trovato anche l’appoggio nelle parole dell’Assessore Filippo Del Corno, del Responsabile Mostre del Comune di Milano Domenico Piraina, dello Staff del PAC capitanato da Diego Sileo, dalle istituzioni insomma.
E perché hanno scelto il nostro Paese, e soprattutto Milano? Lo rivela una ricerca inedita a cura dell’Istituto di Ricerca Astarea che –  per la prima volta in Italia –  analizza la realtà degli artisti che hanno scelto il nostro Paese per vivere e lavorare.
In primis? Perché Milano oggi, nell’idea generale, è una città interculturale, che offre possibilità di sviluppo della propria ricerca, considerata non una città-museo dove solo fruire di arte e cultura, ma un laboratorio, incubatore d’arte.
E volete sapere quanti artisti hanno partecipato al primo contest MILANO CITTÀ MONDO, realizzato da M-WAM con la collaborazione della Commissione Europea e dedicato ad emergenti under 35 e agli artisti internazionali di tutte le età del network M-WAM? Qualcosa come 166 in poco più di un mese di bando. Il tema? Come presentare creativamente la città ai visitatori che verranno da tutto il mondo in occasione di Expo 2015, e quali i luoghi, le peculiarità, le suggestioni, le esperienze che la rendono città fortemente interconnessa con il mondo.
A giudicare, come vi avevamo annunciato, i curatori Luca Beatrice e Claudia Zanfi, Guido Magnaguagno, Alya Sebti e l’artista Adrian Paci (Albania). La Giuria selezionerà 50 opere che saranno esposte in una mostra alla Fabbrica del Vapore, dal 25 marzo al 6 aprile, a cura di Chiara Canali, coordinatrice del contest.
Milano, insomma, in occasione della sua Esposizione Universale anche da queste parti vuole dimostrare di avere una marcia in più, un linguaggio globale destinato a crescere e i cui primi protagonisti sono Pedro Fiol (Cuba), Richard Gabriel (Filippine), Liana Ghukasyan (Armenia), Kikoko (Togo), Giovanni Manzoni Piazzalunga (Bolivia, foto home page), Florencia Martinez (Argentina), Shuhei Matsuyama (Giappone), Tomoko Nagao (Giappone, foto sopra), Mahmoud Saleh Mohammadi (Iran), Jelena Vasiljev (Serbia) a cui si aggiungeranno a breve personalità da Svizzera, USA, Grecia, Germania, El Salvador, Nigeria. E se volete iniziare a guardare negli atelier: www.m-wam.org.

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