In occasione della 55esima edizione del Salone del Mobile, Massimiliano Locatelli apre le porte della sua Townhouse di Corso di Porta Vigentina offrendo un allestimento fortemente improntato ad una moderna concezione della dimora domestica. Lo spiccato verticalismo dell’edificio consente di caratterizzare ogni piano con temi diversi, tutti accomunati dalla consueta attenzione per il dettaglio e per i materiali.
L’elemento che si intende approfondire è, però, l’allestimento del secondo piano dove si trova un’opera unica nel suo genere: il tavolo e gli sgabelli, parte della collezione Urmia, realizzati attraverso una stampante 3D. Per la prima volta in Italia viene messo in produzione un arredo domestico che trova la sua forma non nelle mani umane, ma nella tecnologia di una imponente struttura da cui esce quel cemento naturale misto a polvere di basalto che, strato su strato, si sedimenta fino ad assumere lo stato definitivo. Se il colore del tavolo e degli sgabelli dialoga felicemente con la riproduzione degli affreschi della stanza e con le eleganti mises en place, è da sottolineare la scelta dei materiali che intendono richiamare, anche nelle forme, quei testimoni di erosione che lentamente affiorano dalle acque del Lago Urmia.
Non è un caso che l’omonima collezione, realizzata per Nilufar, muove dalla volontà di Massimiliano Locatelli di osservare l’evoluzione del territorio e di comprenderne i continui mutamenti cercando di fotografarli nell’istante della creazione. Ed ecco che vengono presentati i Tavoli Laghi, esposti anche presso Nilufar Depot, grandi superfici in vetro, sorrette da un nastro continuo in ottone, moduli singoli e componibili che, come l’acqua a cui si ispirano, si adattano alle forme del contesto all’interno del quale si trovano a dialogare. Se c’è un dialogo fra l’oggetto e lo spazio che lo accoglie, esiste un rapporto più vasto ed esteso tra la natura e la città. Si ritrova nelle opere di Locatelli la volontà di richiamarsi ad immagini primordiali che sembrano stridere con la frenesia dello spazio urbano, ma che intendono in realtà inglobare la sapienza artigiana che consente la creazione di questi manufatti in un mondo dove sempre di più si cerca di ri-trovare l’essenza perduta. Quello della Townhouse è uno spazio minuto, dove si scopre un intero mondo, racchiuso all’interno di materiali provenienti da ogni angolo del globo, in una continua ricerca di suggestioni che si liberano nelle mises en place, nei tavoli, negli sgabelli, nel letto, nello spazio. (Giordano Conticelli)
Untitled Townhouse
Corso di Porta Vigentina, 12
Fino a domenica – dalle 11 alle 19