Una Towers interattiva con i disegni degli architetti Sergey Tchoban, Sergey Kuznetsov, Agniiya Sterligova si erge nel cortile d’onore dell’Università Statale: è una metaforica torre di babele dove i linguaggi dell’architettura contemporanea si ibridano e rimbalzano su 336 pannelli led, dotata di un mega schermo che proietta una grafica in movimento.
Anche quest’anno, in via Festa del Perdono, tornano le opere site-specific proposte dalla rivista Interni nei chiostri dell’ateneo, e qui il monolite circolare diventa totem della creatività condivisa. La 19esima edizione dell’evento Fuori Salone punta su incontri, contaminazioni e cortocircuiti visivi e concettuali, integrazione fra virtuale e reale, con strutture molto più scenografiche di sera, quando luci e proiezioni amplificano l’effetto di spaesamento grazie alla complicità del buio.
Le installazioni comunicano messaggi più che assolvere funzioni specifiche, invitano a ripensare l’architettura da diversi punti di vista, valorizzando le potenzialità del progetto. La mostra a cielo aperto ospitata nei cortili del Filarete, mira al superamento delle barriere tra la cultura digitale e l’architettura tradizionale. Non sono effimeri i prototipi di Casetta del viandante: quattro moduli abitativi ecosostenibili dedicati ai nuovi pellegrini, firmati da Marco Ferreri, Michele De Lucchi, Stefano Giovannoni e Denis Santachiara, mentre è Techno pop fumettistico Mac Stopa, il press office di NMC, Milliken, un ambiente dove design, grafica, moda, geometrie organiche e volumi minimalisti creano un effetto tridimensionale.
Invitano a riflettere sulla necessità della rigenerazione urbana Radura di Studio Boeri Architetti, un “cerchio magico” composta da 400 colonne di legno, luogo di riflessione abitato da luci e suoni, pensato come spazio di decongestione da frenetici ritmi urbani che però di sera rende al meglio.
La stanza del vuoto di Parisotto+Formenton Architetti, ispirato a un ambiente di un film La notte (1961) di Antonioni, gioca sull’effetto straniante, ed evoca i progetti di Superstudio, in bilico fra realtà e immaginazione, utopia e funzionalità, classicità e innovazione. Già cult la Torre Velasca, in cui Audi City Lab presenta Untaggable Future, un laboratorio d’idee dedicato al futuro, incendiata di rosso fuoco da Ingo Mauer, visibile da diversi punti della città. Un segno forte che esplora le potenzialità della light art nell’ambito architettonico. (Jacqueline Ceresoli)