Il Liceo Artistico Umberto Boccioni torna ad aprire i suoi spazi al pubblico per una mostra didattica, quest’anno dedicata a una degli aspetti più controversi dell’arte contemporanea: l’uso di materiali anomali e effimeri, assemblati con tecniche sperimentali.
Con l’iniziativa Materiali dell’arte contemporanea le ragioni del fare, i problemi del conservare si vuol focalizzare l’attenzione sulle problematiche relative alla natura spesso fragile o sperimentale di queste opere e interpellare con sempre più urgenza il mondo dei conservatori e dei collezionisti che devono affrontare la spinosa questione del loro restauro.
Dagli assemblage di Arman ai kleenex di Bartolini, dagli arazzi di Boetti alle lattine di César, dalle resine di Fermariello al poliuretano di Gilardi, dall’alluminio di Pardi al poliestere di Giò Pomodoro, sono 35 le opere raccolte per esemplificare l’ampio spettro di sperimentazione che caratterizza gran parte dell’arte contemporanea.
Tematiche più che mai aperte e che possono essere avvicinate in sede didattica grazie agli strumenti di mediazione quali catalogo, percorsi, spazi operativi e video. In questa opera di comunicazione è impegnato il LABO (Laboratorio per le didattiche del contemporaneo) del Liceo Boccioni, aperto al pubblico, nonché agli studenti, per offrire chiavi interpretative adeguate alla complessità dei temi relativi all’arte contemporanea.
La mostra sarà anche occasione per una giornata di convegno dove incontrare e dibattere con i professionisti impegnati da tempo con i temi del contemporaneo, della sua comunicazione, della sua conservazione. La tavola rotonda è prevista per giovedi 18 marzo (9,30-12,30) e interverranno Emma Zanella e Francesca Consonni della GAM di Gallarate, Cecilia de Carli, Facoltà di Scienze della Formazione, Università Cattolica di Milano, Marilisa di Giovanni, Università degli Studi di Pavia, Marina Pugliese, Conservatore del Civico Museo d’Arte Contemporanea, Elena Introzzi, ANISA di Milano, Associazione Bruno Munari e il LABO – Laboratorio per le didattiche del contemporaneo. (annalisa trasatti )
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