Pubblichiamo un testo critico di Maria Rosa Sossai sul video:
“Il Bacio” di Sabrina Sabato, come molti video contemporanei, funziona come un sistema di scatole cinesi che contiene al suo interno riferimenti ad altri generi e ad altri codici visivi. Sia la struttura minimalista della narrazione che l’ambientazione, sembrano rievocare il glamour scanzonato del videoclip d’autore e l’atmosfera frivola e brillante degli spot pubblicitari.
La magia dell’evento e le sue aspettative – due bocche si congiungono sul tetto di un edificio da cui è visibile un paesaggio urbano – possono essere cancellate e annullate in un instante! Un mondo d’incanto può divenire un mondo d’orrore! Un gesto violento ma anche un bacio possono lasciare tracce indelebili nel nostro immaginario, mutare la nostra psiche così fragile, destabilizzare soprattutto chi finge di essere duro e resistente come l’acciaio. La paura è sempre stata generatrice di conflitti eccessivi e di inutili protezionismi; paura di perdere un “briciolo” di benessere e di regalarlo a colui che è più bisognoso di noi.
Le parole della canzone di Hans Albers (1891 – 1960) nel sonoro del video, raccontano la storia di un marinaio che pur promettendo mari e monti alla sua bella, è già pronto a tradire le promesse fatte e mai mantenute.
La passione e la forza del bacio lasciano lo spettatore incredulo e bisogna tornare a guardarlo affinché si possano cogliere appieno la passività con la quale la donna subisce il suo sogno ingannato ed ora già infranto, trasformatosi in una stupida ingenuità infantile. Nell’attuale confusione dei ruoli i due sessi si uniformano, sino alla messa in crisi del modello maschile e all’inevitabile irrigidimento del sesso “gentile”; ma in fondo si tratta semplicemente di evoluzione della specie, nulla di così preoccupante!
Ciò che resta dell’atto è una sbavatura rossa sulla guancia dell’artista che ora guarda disincantata verso lo spettatore. (maria rosa sossai)
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