1000 oggetti, tre stanze, un unico spazio. Mettere in scena e leggere i prodotti attraverso abbinamenti coraggiosi, contaminazioni originali, aggregazioni e interpretazioni molteplici.
Tutto questo è Pitti Living, non una mostra né un’installazione, ma un modo inedito di presentare l’idea della casa e il senso dell’abitare. Un progetto collettivo realizzato in collaborazione con 47 aziende, selezionate in base alla qualità e alla originalità delle loro produzioni.
La prima edizione di Pitti Living è un numero zero, un prototipo che troverà la naturale evoluzione nell’edizione del 2005. La filosofia del cantiere di idee e di emozioni, del work in progress si ritrova anche nella scelta del titolo-marchio, logo temporaneo che cambierà ogni anno in base alle tendenze e agli stimoli del momento.
Lo spazio della manifestazione, che occuperà un’area complessiva di 1.800 mq, è stato disegnato dall’architetto Flavio Albanese. Al suo interno saranno allestite tre stanze, ciascuna di 120 mq circa, nelle quali Nicola Gallizia, Jo Ann Tan e Uberta Zambeletti Camerana, creativi scelti per la loro versatilità scenografica e la loro attitudine a combinare stili diversi, daranno forma, con il coordinamento di Cristina Morozzi, a tre interpretazioni alternative dell’abitare oggi. I nomi delle tre stanze sono: La sicurezza degli oggetti (Nicola Gallizia), La nascita di un interno (Jo Ann Tan), Secondo Tennessee Warhol (Uberta Zambeletti Camerana).
Nei giorni di Pitti Living l’area di Via Ventura sarà centro di attrazione e luogo d’incontro grazie a mostre, inaugurazioni e cocktail, coordinati da Pitti Immagine e organizzati in collaborazione con gli altri soggetti presenti nella zona: la Galleria De Carlo, la Galleria Zero, lo Spazio Micamoca, la Galleria Arnaud, la libreria Art Book Milano.
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