Una vera e propria festa, lunga un mese, quella che la Triennale di Milano dedica all’architettura. L’idea è di proporre accanto al canonico menù di mostre e seminari –che da sempre sono la parte fondamentale di kermesse come questa- dei percorsi e dei modi di lettura in grado di avvicinare anche chi non s’intende di architettura ed urbanistica in senso stretto. Senza –comunque- deludere le aspettative anche dei più ferrei addetti ai lavori.
Così il maggio architettonico propone –tra l’altro- la serie di incontri Voci dell’architettura (a cura di Luciano Patetta), un piccolo viaggio attraverso alcuni testi storici (da Plinio, a Vasari, a Leon Battista Alberti) nell’interpretazione di alcuni attori chiamati a leggere un insolito repertorio: Sandro Lombardi si cimenta con la conservazione, il completamento, la demolizione, nelle opinioni celebri di Raffaello, Palladio, Belisario (lunedì 24 maggio), Antonio Zanoletti racconta le delizie del vivere in villa, durante il Rinascimento (lunedì 17 maggio). Tra le mostre, quella dedicata alle grandi decorazioni di Sironi, per indagare il rapporto arte e architettura ed una per presentare al pubblico il concorso –e il progetto vincitore- del nuovo Palazzo della Regione Lombardia. Quattro città –Milano, Las Vegas, Lisbona, New York- al cinema, attraverso i film di Olmi, Coppola, Wenders e Spike Lee, nella rassegna curata da Gianni Canova. E –da non perdere- la visita a tre cantieri: il teatro della Scala, Palazzo Pirelli e il nuovo polo fieristico (rispettivamente sabato 15, 22 e domenica 30 maggio). (mariacristina bastante)
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