Situata tra la Loira e lâAtlantico, tra cantieri navali e una vecchia base sottomarina, Saint-Nazaire, cittadina distrutta durante lâultima guerra mondiale e ricostruita in fretta, sembra non avere gli atout del tipico luogo di creazione e dâesposizione dâarte contemporanea ma Sophie Legrandjacques, in 20 anni, ha dimostrato proprio il contrario. Direttrice del centro dâarte Le Grand CafĂ©, presidente del d.c.a., unâassociazione dedita allo sviluppo dei centri dâarte contemporanea in Francia, curatrice della programmazione del Life-Lieu International des Formes Emergentes, uno spazio di 1460 mÂČ dedicato alla creazione e presentazione di nuove forme artistiche, Legrandjacques Ăš riuscita a inserire la creazione artistica nel ritmo della vita cittadina.
Come? Attraverso esposizioni per lo piĂč monografiche, residenze dâartisti internazionali a lungo termine, con uno sguardo attento alla creazione sudamericana, delle pubblicazioni e unâottima mediazione.
Oggi, questa cittadina dei Pays de la Loire ospita âLa Moustache cachĂ©e dans sa barbeâ, una mostra di Francisco Tropa, al Grand CafĂ© fino al 23 settembre. Classe 1968, artista della galleria Jocelyn Wolff, ha rappresentato il Portogallo alla Biennale dâArte di Venezia nel 2011. Tropa lavora intorno alla nozione di rappresentazione dellâopera, che restituisce attraverso scultura, performance, disegno, foto e video, usando materiali come ottone, bronzo, acciaio, rame, legno di ciliegio e vetro, di cui ne esalta le qualitĂ estetiche. Le tre sale del percorso accolgono diverse installazioni tra cui alcune animate da discreti motori elettrici, tra lucidi pignoni e cremagliere oppure coperti da campane di vetro. Sono opere accattivanti, che si lasciano guardare.
Lâartista si riappropria del passato, attraverso lâuso della meccanica e con oggetti in disuso e deviati dalla loro funzione, e si riferisce allâarchetipo, con il recupero di calchi e di misteriose impronte, come in La trace du sein (2017) o Penelope (2018). La prima opera presenta un seno in vetro soffiato trasparente, la cui forma riproduce unâimpronta pompeiana, mentre la seconda vede quattro calchi della mitologica moglie di Ulisse in piedi, roteanti attorno al proprio asse a formare un quadrato. Unâistallazione che rimanda a una danza rituale e in cui dei ventilatori tentano invano di modificarne lo stato di quiete. «Lâaspetto estetico Ăš quello che mâinteressa sviluppare, poi ogni spettatore porta uno sguardo diverso sullâopera. In tutte le mie creazioni câĂš una nozione temporale come una certa manualitĂ che rimanda allâumano», ci ha detto Tropa durante il vernissage.
Saint-Nazaire accoglie inoltre lâinstallazione Des Volumes et des vides, di Krijn de Koning, fino al 23 settembre presso il Life. Lâartista olandese ha creato in situ una scultura labirintica, liberamente praticabile dal pubblico, in cui sâincappa in modellini a scala ridotta, come quello di un parco giochi, o semplicemente si contemplano i colori brillanti che investono le tante stanze che compongono questo percorso ludico, in netto contrasto con la severitĂ della vecchia base sottomarina che lâaccoglie.
Ricordiamo che queste due mostre fanno parte della manifestazione estiva Plein Soleil, promossa da d.c.a. e che riunisce una cinquantina di esposizioni dâarte contemporanea completamente inedite e sparpagliate in tutta la Francia. Per sapere dove trovarle, potete dare unâocchiata
qui. (
Livia De Leoni)
In home: Francisco Tropa, veduta della mostra a Le Grand CafĂ©, La Moustache cachĂ©e dans la barbe, 2018 Production Le Grand CafĂ©-centre dâart contemporain, Saint-Nazaire. Courtesy Galerie Jocelyn Wolff, Paris. Foto di Marc Domage
In alto: Krijn de Koning, veduta dellâinstallazione, Des volumes et des vides, 2018 Production LiFE, Saint-Nazaire. Foto di Marc Domage