Di fronte alla Stazione di Venezia c’è un enorme cilindro nero, una massiccia opera di George Pusenkoff composta da quadri scuri che piacevolmente stridono con la leggiadria del Ponte degli Scalzi e la chiesa di San Simeone Piccolo. E all’interno scopriamo che ciascun quadro (come nelle icone della tradizione ortodossa) contiene un’immagine. Si tratta di un’elaborazione digitale della Gioconda riproposta in varie tonalità cromatiche. E a questo si deve aggiungere che l’immagine leonardesca così elaborata è stata portata in orbita nello spazio grazie all’astronauta Roberto Vittori. Mona Lisa Goes Space è infatti il titolo dell’opera. Decisamente spaziale…
Solo una piccola critica alla direzione, visto che si stava meglio quando si stava peggio. Arrivati alla stazione, dopo una giornata passata a sudare sotto la canicola in giro tra padiglioni e gallerie, abbiamo rimpianto le fresche fontane di Jeppe Hein dell’edizione Bonami… (d.c.)
Una grande retrospettiva ai Musei Reali restituisce centralità a Orazio Gentileschi, maestro del Seicento a lungo rimasto all’ombra dei giganti…
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Mamma mia!
E lasciatelo perdere Leonardo!
Basta!
E che dire della Mona della Lisa? Quella va dappertutto.
Sono d'accordo anch'io nel sostenere che il genio di Leonardo da Vinci è tutt'altra cosa che specularci sopra! Io sono una grande appassionata dell'arte leonardesca e posso affermare che di lui si conosce ancora molto poco.
"BASTA LEONARDO"
Va bene, ma per rispetto, però! Eh! Non perché ha stufato... anzi, credo che in pochi conoscano realmente il suo ingegno e la sua arte.
NOOOOOOOOO ridateci la fontana!!!!! Basta Leonardo, basta Super Quark, basta a tutti quelli che sono andati a cercarsi immagini del cenacolo "grazie" a Dan brown (gli stessi per cui è indifferente in che secolo collocare lo stesso, l'importante è che "era proprio un genio!")BASTA LEONARDO!!!