Dati alla mano molte sono le sorprese di Natale nei musei italiani: sono alcuni risultati parziali dei monitoraggi, tutt’ora in corso, a cura del Servizio statistiche del Ministero per i Beni e le Attività culturali.
Raggiungono quota 18.000 gli amanti dell’arte che in due giorni hanno visitato il circuito dei musei statali fiorentini aperti il 24 e il 26 dicembre (Uffizi, Gallerie dell’Accademia e Palatina, Cappelle Medicee, Palazzo Pitti, Giardini di Boboli) e 11.000 solo quelli dell’Anfiteatro Flavio di Roma (aperto insieme al Museo Palatino negli stessi giorni).
Fra i siti aperti per tre giorni invece (24-25-26) più di 2.000 persone sono andate a vedere il Parco e il Museo Storico del Castello Miramare a Trieste di cui 1250 sono entrati il 26 e ben 420 soltanto nella mezza giornata di apertura natalizia: un vero record che sembra sorpassare (per l’apertura straordinaria del 25) addirittura gli Scavi di Pompei, che hanno registrato 6.400 visitatori in tre giorni di cui 4300 il 26 dicembre ma “soltanto” 500 il giorno di Natale in apertura prolungata e la Reggia di Caserta, con 310 ingressi il 25 e
Il giorno di Santo Stefano, forse anche per il clima mite in molte città italiane, sono andati in migliaia a visitare i percorsi dell’arte: a Roma sono andati in 2200 (più i mille del 24) a Castel S. Angelo, in 1500 alla Galleria Borghese (contro i 500 del 24), in 2600 nelle Ville Adriana e d’Este a Tivoli (contro i cinquecento del 24), mentre nel Lazio, per esempio, in oltre 1000 sono andati a vedere l’Abbazia di Montecassino (erano in 300 solo il 24). Una tendenza riscontrata un po’ ovunque nei luoghi della cultura di proprietà pubblica: se a Sant’Apollinare in Classe a Ravenna sono andati in 430 in due giorni, erano in 370 solo il 26 dicembre, e così a Torino sui 1500 visitatori (fra il 24 e il 26 dicembre) del Museo di Antichità Egizie, ben 1100 sono entrati ieri.
“E’ ancora una volta la dimostrazione – afferma il Ministro Urbani – che il pubblico italiano e internazionale sa apprezzare gli sforzi per migliorare l’offerta culturale. I primi dati di affluenza confermano il trend di crescita di visitatori – ha concluso Urbani – e le risposte positive alle iniziative che stiamo sperimentando, ci spingono a pensare ad altre proposte per migliorare i servizi museali ”.
[exibart]
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