“Slow time and the present” è il titolo. Stiamo parlando della personale di Craigie Horsfiled (Cambridge 1949, vive e lavora tra New York, Londra e Napoli) che stasera apre alla Kunsthalle di Basilea e che propone in mostra una serie di nuovi lavori realizzati durante il Napoli Conversation Project, tutti incentrati sulla “fisicità” della città italiana.
Due grandi affreschi “tecnologici”, ovvero opere realizzate con un supporto speciale in grado di trasferire le immagini fotografiche sullo storico medium dell’affresco. Una carrellata degli ultimi cinque anni di lavoro in Italia, tra cui spiccano le due nuove opere: Processione dei Gigli, Via Cocozza, Nola. June 2008 (2012) e At 99 Posse concert. Via Gianturco, Naples. February 2010 (2012), stampe che sono il frutto degli stills derivati dai video che Horsfield ha realizzato durante la “Festa dei Gigli”, una processione religiosa ed una festa pubblica che si tiene ogni giugno a Nola e durante un concerto tenutosi a Napoli del gruppo “99 Posse”.
Una sovrapposizione di tempi, tra passato e presente, tra tecnologia contemporanea e mezzi arcaici di diffusione della cultura che si ritrovano nel processo creativo di Horsfield, anche a partire dal concetto che l’arte non esiste nelle singole opere ma vive nella conversazione con il presente.
Ma non solo solo affreschi a comporre la mostra: nella personale svizzera ci saranno anche tre arazzi realizzati in collaborazione con la Flanders Tapestries, unica struttura al mondo, in Belgio, in grado di produrre queste complesse struttre tessili. Anche in questo caso la protagonista delle raffigurazioni e Napoli, con The Arciconfraternity of Santa Monica, Chiesa SS. Annunziata. Sorrento, April 2010 (2012), lungo venti metri, che racconta la scena di una “vestizione” in vista di una processione, Above the Bay of Naples from Via Partenope, Naples, September 2008 (2012) e Broadway, 14th day, 18 minutes after dusk. New York, September 2001 (2012), opera dove però l’attenzione si sposta oltreoceano, su Ground Zero immediatamente dopo l’11 settembre. La scoperta di un mondo che, sul tema del tempo, opera continui rovesciamenti dal passato al presente, e che si propone come una traccia d’unione in una sorta di circolarità perenne. (marianna agliottone)