Apre a Roma –nella galleria che fu lo Studio Casoli, nella centralissima Via della Vetrina- un nuovo spazio per l’arte contemporanea, la Galleria V.M.21 Contemporanea, diretta da Micol Veller e Maurizio Minuti. La galleria inaugurerà con una personale dell’artista danese, italiano d’adozione, Thorsten Kirchhoff. Abbiamo rivolto qualche domanda a Micol Veller.
Cosa avete fatto prima di decidere di diventare i galleristi?
Sono nata e cresciuta tra artisti, critici, studi e gallerie. Essendo figlia di un’artista ho sempre respirato quell’aria ascoltato quei discorsi incontrato persone speciali.
Ad esempio?
Ho fatto in tempo a conoscere Primo Conti, Raphael Mafai, Giuseppe Capogrossi. Ero molto piccola ma anche molto recettiva.
Proseguiamo con la vostra storia…
Dopo l’Accademia sono andata a lavorare da Bruno Ceccobelli al Pastificio Cerere, dove ho conosciuto il mio attuale socio Maurizio Minuti. Era la fine degli anni ‘80 e possiamo dire con certezza sia io che Maurizio che quella è stata una stagione d’oro e oltre al piacere di lavorare fianco a fianco con gli artisti del gruppo di San Lorenzo abbiamo definitivamente affidato le nostre vite al mondo dell’arte. Io poi ho continuato ad occuparmi di organizzazione di mostre ed eventi con Achille Bonito Oliva e successivamente con l’associazione culturale Crear fondata con Giuliana Stella, Maria Bonmassar e Paola Cuervo. Con la Crear abbiamo realizzato molte mostre e abbiamo l’orgoglio di essere state le prime ad utilizzare nel ‘97 alcuni padiglioni dell’ex Mattatoio a Roma con la mostra Riciclart:arte e riciclaggio al mattaoio.
Per quanto riguarda il tuo socio Maurizio Minuti?
E’ un dealer attento che conosce a fondo il mercato dell’arte nazionale ed internazionale.
Quali sono state le motivazioni per aprire uno spazio ora ed a Roma?
Le motivazioni che ci hanno spinto ad aprire ora sono legate ad una serie di coincidenze, ma in sintesi possiamo dire che eravamo semplicemte pronti a farlo ora. Non crediamo che ci sia un momento più adatto o uno meno, se senti gli altri galleristi c’è sempre la recessione; noi oggi ci sentiamo più forti, più fiduciosi, più coraggiosi, di certo più incoscienti! Roma è la nostra città e ci sembra che stia uscendo da quel torpore che l’ha caratterizzata negli ultimi anni, non fosse solo per i grandi progetti museali.
Partite con Kirchhoff, cosa vi ha portato a questa scelta?
Abbiamo pensato ad un artista legato al territorio, ma non necessariamente romano. Conosciamo Kirchhoff da molti anni e la sua ricerca non ha mai smesso di interessarci e stupirci. E’ un artista colto e rigoroso e la sua onestà intellettuale ci ha convinto ad iniziare con lui. Per la mostra ha realizzato un progetto originale: il titolo è 48 crash e contiene di tutti gli elementi che caratterizzano il suo lavoro.
Riuscite ad anticiparci qualcosa sulle vostre prossime scelte?
il programma dei prossimi mesi è in fase di allestimento abbiamo i nomi ma non le date e preferiremmo non avventurarci.
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