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Ogni cinque o dieci anni? Lo Skulptur Projekte riflette sul suo futuro, in attesa del debutto il prossimo giugno, con l’aggiunta della città di Marl

di - 11 Febbraio 2017
Kasper König, creatore dello Skulptur Projekte di Münster (SPM) nel 1977 e supervisore delle ultime tre edizioni (compresa quella che si aprirà il prossimo 10 giugno) non è d’accordo: portare la manifestazione a una cadenza di cinque anni, come Documenta nella (abbastanza) vicina Kassel, sarebbe un po’ snaturare l’idea.
Eppure di questo si sta discutendo nella città tedesca del Nord Reno-Westfalia, in attesa della quinta edizione del festival che va dal 10 giugno al 1 ottobre prossimi e che coinvolgerà anche la cittadina di Marl, a 60 chilometri da qui.
L’introduzione di un secondo punto, secondo il board, è stato dovuto al timore che “in un’epoca di globalizzazione, usare sempre la stessa piccola città come palco è forse un po’ anacronistico”. Può essere, anche se forse la grandiosità di questo progetto sta proprio nel vivere in una nicchia, e avere le produzioni come patrimonio permanente cittadino. In più König ha spiegato che dieci anni sono un buon margine per costruire la rassegna, perché significa che gli artisti sono cambiati, così come i tempi e le nuove idee hanno avuto la possibilità di emergere. Ecco insomma la vera forza dello SPM, schiacciata da Biennale e Documenta, ma con la voglia di portare qui l’attenzione per l’arte pubblica, con Thomas Schütte che si offerto di creare un “gemello” della sua Kirschensäule installato per l’edizione 1987 a Marl, così come si spera che Lara Favaretto possa lavorare su un Momentary Monuments in entrambe le città. I dettagli di “Out of Body, Out of Time, Out of Place” titolo di questa edizione, saranno annunciati questo mese. E chissà, forse si andrà di nuovo oltre i limiti della scultura.

Nelle foto: Thomas Schütte Kirschensäule (Colonna Ciliegia) il lavoro per l’edizione 1987 del SPM. Foto: LWL / Hubertus

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