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On the road to Collecting. ArtVerona promuove un nuovo progetto dedicato al collezionismo

di - 18 Marzo 2019
In vista della sua 15ma edizione, ArtVerona presenta un nuovo progetto che mette il collezionismo al centro. Unico nel suo genere, Collecting, il corso sul collezionismo promosso dalla fiera, è un’esperienza pilota che parte dal Nord Est, primo bacino territoriale della fiera, intessuto di arte e di imprenditorialità, e si affianca al già rodato roadshow alla scoperta delle collezioni italiane. Il corso guarda alle sfide e al tema del ricambio generazionale del collezionismo italiano, trattando temi come gli scenari del collezionismo contemporaneo, le logiche e i canali di acquisto, il panorama internazionale, oltre a una guida pratica sugli aspetti organizzativi, giuridici e fiscali di una collezione.
Strutturato in quattro appuntamenti – tra Bassano del Grappa, Rovereto, Molvena e Vicenza – e realizzato in partnership con musei e collezioni private, si avvale di docenti ed esperti della materia, come Chiara Casarin, Silvia Evangelisti, Alessia Zorloni, Alessandra Donati, Marco Scotini, Chiara Isadora Artico, Silvia Simoncelli e Adriana Polveroni, direttrice artistica di ArtVerona, che in questa breve intervista ci racconta il progetto e ci regala qualche piccola anticipazione.
Un corso dedicato ai collezionisti, come nasce l’idea e perché? Quali sono gli obiettivi del progetto?
«L’idea nasce da una constatazione piuttosto semplice: la platea del collezionismo non è infinita, al contrario è quella che un po’ tutte le fiere conoscono e in parte si contendono. Il mercato però va avanti, non si ferma. Quindi, c’è bisogno di nuovi collezionisti, di nuovi individui che sostengano la produzione artistica, gli artisti stessi e, di default, le gallerie. Questo è una sorta di grado zero riguardo l’idea di realizzare un corso del genere, al quale si aggiunge l’esigenza di preparare un collezionismo di nuova generazione rispetto agli scenari attuali, rendendolo più consapevole».
Nello scorrere gli argomenti che verranno trattati ci sembra di capire che i destinatari non siano solo giovani collezionisti in erba ma anche una generazione di collezionisti più esperti pronti a fare “un salto di qualità” nella gestione della propria raccolta. È corretto? Quali sono i target a cui mirate e che tipo di partecipazione vi aspettate?
«Certo, il corso è rivolto anche a quei collezionisti che avvertono la necessità di essere più informati su ciò che oggi è richiesto loro per orientarsi nel mercato dell’arte e per avere cognizioni più specifiche in materia di diritto, fiscalità, autentiche e per fare eventualmente il salto verso il varo di una fondazione».
Tu stessa terrai due incontri che si concentrano sul ruolo e sulla funzione del collezionista nel sistema dell’arte attuale, interrogandosi anche sul significato del collezionare e mettendo in relazione il panorama italiano con quello internazionale. Cosa puoi anticiparci a riguardo?
«Si tratta di formare un collezionismo consapevole anche rispetto al passato, i grandi personaggi che ne hanno fatto la storia, capirne le scelte e le motivazioni. E poi forse c’è anche l’ambizione di insegnare qualcosa – anche se personalmente ho imparato molto, e continuo a imparare molto, proprio dai collezionisti – a non essere bulimici, per esempio, onnivori, cercando piuttosto di fare della collezione un percorso di arte e di pensiero, in cui si riverberi la personalità e la complessità del collezionista, che poi è il senso ultimo e più intimo di questa affascinante attività». (Jessica Bianchera)
In alto: foto di Danilo Donzelli

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