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Otium e Corruption a Palazzo Marigliano di Napoli. Residency 80121 ci racconta le sue attività

di - 24 Novembre 2017
Residency 80121 è l’associazione culturale partenopea fondata quest’anno per la direzione artistica di Raffaela Naldi Rossano e con il coordinamento di Mariagisella Giustino. Attraverso le loro parole, scopriamo le prime iniziative, dalla mostra “Sulle Forme dell’Abitare”, di Zehra Arslan e Raffaela Naldi Rossano, al programma di residenze di artista in collaborazione con il Relais Regina Giovanna di Sorrento, fino alla collettiva “Otium-Corruption and the dash” presso Palazzo Marigliano di Napoli, con opere di Santiago Reyes Villaveces, Susanne Winterling, Maria Thereza Alves e Jimmie Durham, oltre che di Arslan e Naldi Rossano.
Quali sono le più grandi difficoltà con le quali vi siete confrontate nel dare vita ad un progetto del genere, oggi, a Napoli?
Mariagisella Giustino. «Dar vita ad un progetto a Napoli significa considerarne le fortissime caratteristiche che hanno la duplice valenza di ostacolo e di opportunità, il duplice potere di sottrarre e conferire energie. Sta a chi vi abita lavorare su un equilibrio proficuo. Inoltre, Napoli, e i luoghi che la circondano, molto raramente lasciano un artista indifferente: sul piano della creazione crediamo sia un luogo di elezione. Il riscontro con la città è stato estremamente positivo sin dall’inizio delle nostre attività».
Raffaela Naldi Rossano. «C’è poi un altro discorso, che riguarda il tema del rientro, forse provvisorio, di chi ha lasciato la propria città; il momento di rottura necessario per cercare di comprendere la propria appartenenza. Il bisogno di andarsene per poi ritornare, riuscire a vedere la “la grande figura” per evitare di ritrovarsi bloccati in una definizione culturale troppo limitata».
Sulle forme dell’abitare è un invito a misurarsi con l’abitare a partire da quel luogo abbandonato che ospita le opere? È un tema con cui si misurerà ogni artista che prenderà parte al progetto di residenza?
MG. «La nostra prima mostra “Sulle Forme dell’Abitare”, è stata presentata all’interno delle stanze di un appartamento della famiglia Naldi Rossano – anche sede dell’associazione – disabitato da lungo tempo. Il tema fondamentale è l’idea di far dialogare le energie passate e contemporanee di un luogo. Anche gli altri luoghi del nostro progetto – il Relais Regina Giovanna a Sorrento e Palazzo Marigliano a Napoli – non sono neutrali ma fortemente caratterizzati dalla propria identità».
Cosa può fare un artista per prendere parte a Residency 80121?
RNR. «Direi che dovrebbe essere onesto, aperto al dialogo e forse un po’ folle».
A proposito di intergenerazionalità: perché parlare proprio di Otium nell’epoca in cui siamo tutti always on?
RNR. «Diciamo che tutto dipende dalla connotazione che viene data al termine otium e all’idea di una società always on, soprattutto nel legame con il contesto storico. La nostra generazione in Italia si è trovata bloccata nel gestire un’eredità generazionale bloccata, che fa fatica a trasformarsi. Allo stesso tempo il contesto internazionale ci impone un ritmo di lavoro che molto spesso predilige la velocità invece che la qualità. Il tempo della ricerca è ciò che resta fondamentale per ogni pratica artistica». (Ambra Benvenuto)
In alto: Raffaela Naldi Rossano, Untitled, 2017. Courtesy Raffaela Naldi Rossano.

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