Tam tam mediatico sulle aperture dei Padiglioni regionali della Biennale di Venezia, celebrativi anche dei “cari” 150 anni dell’Unità d’Italia, per una mappatura nazionale dello stato dell’arte dell’Italia, questo l’intento del generoso (megalomane) Vittorio Sgarbi del “tutti dentro” al gran calderone (ops) Padiglione Italia.
Balzata immediatamente alla cronaca regionale, la Repubblica di Torino ha seguito attentamente la polemica sul padiglione piemontese. Dopo i sei “no” alla partecipazione degli artisti Salvatore Astore, Maura Banfo, Paolo Leonardo, Andrea Massaioli, Sergio Ragalzi, Francesco Sena, uno Sgarbi furioso se l’è presa con tutti. Principali imputati d’accusa il sottosegretario Roberto Rosso, l’assessore regionale Michele Coppola, il direttore dei beni culturali Mario Turetta, e il curatore “ombra” Luca Beatrice. E poi la sede, il Museo dell Scienze di Torino, totalmente inadeguata. Se non annullata, la mostra si proporrà come anteprima ad una successiva da realizzarsi in una sede più consona come Palazzo Reale.
Dopo il caso del Padiglione regionale piemontese si teme per le aperture degli altri Padiglioni regionali della Biennale. Intanto tutto è filato liscio per il Padiglione della Sardegna che ha aperto il 10 e 11 giugno in diverse sedi, per la regione Marche con l’inaugurazione stamattina della prima mostra alla Mole Vanvitelliana di Ancona, la seconda verrà inaugurata il 28 giugno all’Orto dell’Abbondanza di Urbino, con 87 artisti in mostra. Domani è il turno del Veneto che schiera le opere di 63 artisti nella cornice di Villa Contarini di Piazzola sul Brenta. Giovedì 23 giugno apre a Palazzo Venezia di Roma il Padiglione laziale (indiscrezioni stampa preannunciano un padiglione dei “già visti”), in Abruzzo a L’Aquila il 25 giugno, e lunedì prossimo, 27 giugno a Milano a Palazzo Lombardia per quello della regione longobarda. E via dicendo di regione in regione..
[exibart]
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