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Panoramica dalla Investec Cape Town Art Fair. Che strizza l’occhio alle gallerie italiane

di - 16 Febbraio 2019
Giunge alla settima edizione Investec Cape Town Art Fair, la fiera sudafricana che, con la direzione di Laura Vincenti e la rinnovata partnership con Fiera Milano, abbraccia un panorama internazionale sempre più ampio, includendo anche un numero crescente di gallerie italiane: 11 sulle 52 presenti nella Main Section.
La selezione di artisti rappresentati è molto ricca per le gallerie Continua, Lia Rumma, APALAZZO, Eduardo Secci Contemporary, Montoro12, LOOM e Officine dell’Immagine; condividono lo stand le gallerie di Massimo e Francesca Minini. La galleria Barbara Paci presenta una delicata serie di lavori su carta di Andrea Collesano. Prima partecipazione alla fiera per la giovane galleria trentina Cellar Contemporary, che prosegue il programma espositivo inaugurato nella scorsa edizione dallo Studio d’Arte Raffaelli con una selezione di opere degli artisti Matt Phillips, Philip Taaffe, Federico Lanaro, Austin Eddy e Karlien De Villiers. Torna in fiera la Galleria Giovanni Bonelli di Milano, con Pino Deodato, Gianni Pettena, Jacopo Mazzonelli e Pino Pinelli.
Tra le gallerie internazionali, la galleria parigina Templon ha dedicato lo stand all’artista senegalese Omar Ba contestualmente alla sua personale in corso al Power Plant di Toronto, mentre la Tyburn Gallery espone le carte dell’artista afroamericano Umar Rashid, in arte Frohawk Two Feathers. Intenso è il dialogo creato nello stand della galleria ARTCO tra le sculture di Daniel Blom e le fotografie di Roger Ballen.
Tra le gallerie “di casa” Barnard Gallery, blank project, Everard Read / CIRCA, Goodman, SMAC e Stevenson, la Kalashnikov Gallery di Johannesburg presenta un dinamico spazio ibrido che rompe gli schemi del white cube. Nella sezione Past/Modern, le fotografie provenienti dalla Billy Monk Collection presentano un curioso spaccato della vita notturna della Cape Town anni ’60-’70; interessanti anche le fotografie e i disegni dell’artista cubano Jesse A. Fernandez della galleria (S)itor. Le fotografie di ispirazione coloniale dell’australiano Michael Cook spiccano nella sezione Tomorrows / Today, mentre nella sezione SOLO, dedicata quest’anno al dialogo tra new media e arti visive, la galleria SMITH presenta uno degli stand più riusciti in tutta la fiera, con una personale sul tema dell’ambiente domestico dell’artista Sitaara Stodel.
Tra le Cultural Platform, lo spazio Angola Air espone una personale della fotografa Émilie Régnier, mentre nella sezione dedicata ai multipli d’artista si distinguono per freschezza le proposte dello spazio Bad Paper e la formula delle tirature in 50 esemplari della galleria 50TY / 50TY.
Alla continua ricerca di uno scambio osmotico tra l’Africa e il mondo, la fiera di Cape Town si conferma la più frizzante e dinamica del continente africano, perché pone al centro il dialogo tra galleristi, professionisti del settore e collezionisti internazionali.
In alto: Investec Cape Town Art Fair, Foto Nina Lieska
In home: Federico Lanaro, Ensemble, Courtesy Cellar Contemporary

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