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Parmigianino, falso moderno. Confermata l’analisi sul San Girolamo venduto da Sotheby’s

di - 4 Luglio 2018
Niente da fare, il San Girolamo attribuito al Parmigianino è un falso del XX Secolo. A confermarlo, anche un’ultima analisi condotta da Maurizio Seracini, ingegnere attivo nel campo della diagnostica dei beni culturali e già conosciuto per le sue ricerche sulla Battaglia di Anghiari di Leonardo.
Nel 2012, Sotheby’s New York batté l’opera a 842.500 dollari, attribuendola alla bottega del Parmigianino ma la società ha rescisso la vendita nel 2015, rimborsando il cliente, dopo che James Martin – della Orion Analytical, la società di analisi scientifica del Massachusetts, successivamente acquistata da Sotheby’s – vi trovò un pigmento sintetico verde, chiamato ftalocianina. Bisogna dire però che, nel catalogo d’asta del 2012, Sotheby’s riconosceva il dibattito sull’autenticità dell’opera che, comunque, dopo quella vendita, è stata portata in diverse mostre a Parma, Vienna e anche al Metropolitan di New York. La casa d’aste ha poi citato in giudizio il mercante d’arte Lionel de Pourrières, che però si è rifiutato di restituire i 672mila dollari della vendita e ha commissionato un secondo studio a Maurizio Seracini, che ora è arrivato alla stessa conclusione, trovando per di più altre tracce della contraffazione. In particolare, una resina sintetica fabbricata dopo il 1930, usata come medium tra gli strati del dipinto. Seracini ha anche rilevato altri pigmenti moderni, come il solfuro di zinco e il biossido di titanio nello strato preparatorio, suggerendo che la contraffazione potrebbe essere stata fatta intorno alla prima metà del XX Secolo.
Non tutto quel che luccica è falso, però. La teoria di Seracini è che San Girolamo fu dipinto su un’altra opera antica, raschiata o ripulita, visto che il supporto presenta danni coerenti con l’età.

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