A Maggio avevano avvisato, e ora hanno eseguito. La polizia cinese non brilla certo per indulgenza e quel che era stato detto è stato fatto. Al BIAC – Beijing International Art Camp di Suo Jia Cun nel distretto Chaoyang a nord di Pechino, è iniziata l’opera di smantellamento delle centinaia di studi, abitazioni di artista, atelier. Per il governo sono costruzioni illegali. Il tourbillon immobiliare cinese non risparmia mai nessuno, se è vero come è vero che anche la famosa Factory798, il polo delle gallerie private pechinesi, verrà ben presto rasa al suolo per lasciar posto all’ennesimo grattacielo o area residenziale. E così anche il BIAC rischia grosso. Sì perché gli artisti sono riusciti, dopo la distruzione del primo blocco, ad opporsi ed hanno spuntato una proroga di 10 giorni prima dello sgombro definitivo. Ce la faranno a convincere le autorità?
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