Raccoglievano meraviglie, scherzi della natura, oggetti esotici… e in una stanza ricostruivano la varietas del mondo, inesauribile nella capacità di stupire. Collezionavano proprio di tutto, gli estrosi conoscitori dell’epoca dei Lumi, con piglio enciclopedico e curiosità ossessiva, con razionale smania di possedere e malcelata delirante volontà di ricomporre, ri – creare.
Alle wunderkammer del Settecento e alle raccolte eterogenee di mirabilia vari ed eventuali è dedicata una mostra – organizzata dal FAI in collaborazione con Discoveritalia – visitabile fino ad ottobre nel Castello di Masino.
Ordinati con i criteri di Naturalia, Exotica, Mirabilia, Mineralia e Artificialia sfilano: giganteschi molari di mammuth, armi e oggetti di tribù africane ed oceaniche, timpani di balena, denti di narvalo alti quasi due metri, calici in cristallo di rocca e pietre dure, copricapi indiani, trionfi di piume di uccelli amazzonici, rari teschi in avorio, enormi carapaci di tartaruga trasformati in bauli, coccodrilli imbalsamati, preziosi microintagli lignei del ‘700, grotte di conchiglie, rarissimi erbari e tavole botaniche, copricapi polinesiani, armature giapponesi, coralli, marmi e conchiglie abilmente lavorati e montati con metalli preziosi…
Dalle raccolte sarebbero nati i fondi per le collezioni museali, all’interesse disordinato forse dobbiamo il rigore dell’antropologia e dell’etnografia; intanto queste collezioni affascinano, ritratto autentico di un momento di passaggio. (maria cristina bastante)
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