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Pinot Gallizio ad Alba. Due mesi di mostre e manifestazioni per celebrare uno degli inventori dell’ultima avanguardia italiana

di - 30 Marzo 2012
L’Internazionale Situazionista nasceva nel 1958 in un paesino sull’Appennino ligure, a pochi chilometri da Cuneo, ad opera di un gruppo di “illuminati” personaggi del calibro di Guy Debord, Asger Jorn, Raul Vaneigeim e Giuseppe Pinot Gallizio. Un’avanguardia che affonda le sue radici nel Marxismo e nei movimenti del primo Novecento, che vuole riaffermare la sovranità dell’uomo sul capitale e intervenire, attraverso l’arte, nella strutturazione di una coscienza critica e nuove modalità di approccio alla società contemporanea. Pinot Gallizio è diventato celebre per la sua Pittura industriale, lunghi rotoli destinati a essere venduti a metro nella volontà di inflazionare il valore artistico e al tempo stesso mettere in crisi la macchina, “regina del tutto uguale”, come scriveva l’artista nel suo manifesto. Venduta sia nel mercato di Alba così come nelle gallerie d’arte, esposta a Torino, Milano, Monaco di Baviera, Parigi, la pittura industriale era concepita per essere “applicabile” al vestiario e alla moda, nella costruzione di ambienti (vedasi per esempio la “Camera dell’Antimateria”) fino a rivestire idealmente le autostrade, in quella volontà di detournement continuo tra l’arte e la vita reale che si proponeva la mission dell’avanguardia. Altre opere tra le più significative di Pinot Gallizio, saranno esposte in una serie di allestimenti inediti, in dialogo con pezzi di Cesare Pietroiusti e di Anna Scalfi. Si comincia domani con la mostra dedicata alla rotoli di pittura, curata da Liliana Dematteis e dall’Archivio Gallizio, nella chiesa medievale di San Domenico, dove sarà esposto per la prima volta nella sua interezza il rotolo di pittura industriale lungo 74 metri realizzato nel 1958. A partire dal 12 maggio, sarà aperto al Centro Beppe Fenoglio lo “Spazio Gallizio”, e per l’occasione sarà presentata l’installazione L’Anticamera della morte, un’opera ambientale realizzata dall’artista pochi mesi prima della sua scomparsa. Sabato 19 maggio,  nella chiesa di San Domenico, si affiancheranno al grande rotolo di Pittura industriale di Gallizio le opere di Anna Scalfi e di Cesare Pietroiusti che, in linea con il pensiero situazionista, riflettono sui concetti di valore, produzione, unicità e serialità che furono anche alla base della ricerca di Gallizio. Un’occasione unica per avvicinarsi alla produzione di un grande ed eclettico protagonista della ricerca artistica europea, esposto tra l’altro dal Centre Georges Pompidou di Parigi all’ICA di Londra, dal Museo Reina Sofia di Madrid al Museum of Contemporary Art di Sidney. Un’esposizione diffusa supportata anche dal Gruppo tessile Miroglio, che aveva appoggiato le ricerche di Gallizio fin dalle origini.

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