La Commissione giudicatrice composta da Lia De Venere (critica d’arte e docente di Storia dell’arte dell’Accademia di Belle Arti di Bari) Cristine Farese Sperken (storica dell’arte e ispettrice della Pinacoteca Provinciale di Bari) Pietro Marino (critico d’arte de “La Gazzetta del Mezzogiorno) e Rosalba Branà (direttrice artistica del Centro Comunale d’arte contemporanea Pino Pascali) ha scelto in una rosa di candidati l’artista Giovanni Albanese “per essersi distinto nell’ambito di una avanzata ricerca linguistica, per aver ottenuto riconoscimenti dalla più qualificata critica d’arte, per aver elaborato una poetica espressiva basata sulla ricerca e sperimentazione, ridefinendo nuovi canoni estetici nel solco aperto da Pino Pascali ”.
Giovanni Albanese è nato a Bari nel 1955, vive ed opera a Roma, insegna presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, è considerato uno tra gli artisti di spicco affermatisi negli anni ’90.
L’artista esplora vari territori linguistici, passando con disinvoltura dalla pittura alla scultura alle installazioni ambientali. Come scenografo ha realizzato lavori per la RAI, per il teatro nello spettacolo Giù al Nord di Antonio Albanese e Michele Serra, per il cinema le scenografie e i costumi di Silenzio si nasce di Giovanni Veronesi con Paolo Rossi e Sergio Castellitto; infine è in uscita il suo primo film come regista A.A.Achille scritto con Vincenzo Cerami (musiche di Nicola Piovani) e interpretato da Sergio Rubini.Tra le numerose mostre personali e collettive vanno ricordate le partecipazioni alla mostra Le Tribù dell’arte, curata da Achille Bonito Oliva presso la Galleria Comunale d’arte moderna di Roma, la XII Quadriennale Nazionale di Roma, la rassegna Dal Futurismo al laser a cura di Maurizio Calvesi e Rossella Siligato a Barcellona e Berlino. Un video su Giovanni Albanese è stato realizzato dal regista Daniele Lucchetti.
Albanese è certamente un artista poliedrico che ha elaborato una personale cifra stilistica basata sul gioco dei linguaggi, sulla spettacolarità delle forme, sulle emozioni della memoria, al fine di realizzare da adulto un sogno: quello di diventare bambino.
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Questa mi sembra proprio la classica pastetta. Il linguaggio di Albanese non mi dice proprio niente.
E mi sa che il povero Pascali non la penserebbe in maniera molto diversa dalla mia.
Comunque, contenti voi...