La globalizzazione sembra percorsa da tribù organizzate secondo le tendenze, che si muovono seguendo le “istruzioni per l’uso”, decidendo di volta in volta di appartenere a un mondo anziché a un altro. Etichette e Nomi conquistano sempre più spazio nelle strade e nei quartieri delle città del mondo. Le campagne pubblicitarie alludono a uno stile che si deve diffondere e rinnovare continuamente affinché il marchio sia sempre competitivo. Con tutte le cautele del caso ci si può chiedere se i protagonisti della moda e del design, ma anche i creativi del marketig e della comunicazione, non siano oggi da considerarsi una sorta di nuovi visionari: guru, filosofi, sciamani del contemporaneo. Mossi dal profitto, non dall’ideologia o dalla religione, ma capaci di proporre sistemi di vita omnicomprensivi, dove tutto è organizzato e metabolizzato dalla stessa estetica.
Le nuove forme degli stili totali si sovrappongono e si connettono nei sistemi della moda, del design, dell’architettura, dell’arte e della comunicazione. Un processo che può essere semplificato nello slogan: dal total look al total living. La moda si appropria del museo e delle sue tecniche di messa in scena, mentre il museo insegue la moda sfruttando il fascino che essa esercita in maniera globale e interclassista. Si elaborano e si lanciano sistemi di vita concepiti secondo un canone/logo che in breve diventano tendenze. Influenzano la vita dei consumatori, creano gli adepti di un nuovo culto. Offrono un senso di sicurezza e mete per nuovi pellegrinaggi. Concorrono alla costruzione di un sistema di entertainment unificato.
Il libro si compone di due parti
1_Un ricco e serrato percorso iconografico che offre (attraverso un montaggio dove si susseguono utopie, progetti di vita, visioni urbane, architetture, case speciali, negozi, gallerie d’arte, musei, servizi fotografici e campagne pubblicitarie estratti da riviste di moda, di stile e architettura) una narrazione delle diverse forme e diramazioni dell’odierno total living, con incursioni nella storia del gusto del novecento.
2_Un percorso critico a più voci, fatto di testi scritti, oltre che dai curatori, da studiosi di varie discipline e da critici d’arte, di architettura e di moda: Paola Antonelli, Francesco Bonami, Michele Ciavarella, Riccardo Dirindin, Emanuela De Cecco, Chee Pearlman, Roberto Monelli, Herbert Muschamp, Michele Sernini, Dietmar Steiner, Deyan Sudjic.
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certo certo c'è gente che muore di fame, di mamma ce n'è una sola, pizza mafia e mandolino ecc ecc. MAPPEFFAVORE
Come possiamo spiegare il "Total Living" a chi è costretto ad alzarsi alle cinque per andare a lavorare in fabbrica?
Perché non vi installate dei bei nuovi processori in quei cervelletti fascisti e logori che vi ritrovate?
Provate con i trendyumIII!
Vergogna!
Certo che la sensibilita` e` un lusso, e se ti devi alzare alle 5 per andare in fabbrica non avrai modo di coltivarla.
Ma probabilmente non avrai nemmeno il tempo di leggere questa recensione e fare dei commenti per nulla costruttivi.