La chiesa di Donnaregina Vecchia era stata strappata dal Comune al MADRE e ridata alla Curia lo scorso aprile, tra innumerevoli polemiche, anche perché la struttura era stata fatta rivivere proprio tramite il museo napoletano. Ma le proteste a nulla sono valse a un “comodato d’uso” o simili. E oggi da Napoli arriva la notizia della nascita di una fondazione che sarà chiamata “Fare chiesa & città”. La mission? Valorizzare le chiese e mettere in rete il grande patrimonio artistico appartenente alla Curia di Napoli: «Per una chiesa che si apre e lo fa mettendo a disposizione di tutti i tesori di ordine culturale e artistico che ha» sono state le parole del cardinale Crescenzo Sepe alla presentazione. A capo della nuova istutizione ci sarà Don Adolfo Russo, direttore del Museo Diocesano della città e vicario episcopale per la Cultura. Che non ha tardato nel parlare delle future attività culturali e degli edifici che faranno parte del circuito, tra cui Donnaregina Vecchia: «La fondazione sarà il cuore pulsante delle attività culturali della Diocesi, avrà il suo centro nel museo diocesano Donnaregina a cui si affiancherà presto, grazie ad un accordo con il Comune di Napoli, la chiesa di Donnaregina Vecchia, divenendo così un unico polo museale. Ma dobbiamo considerare l’intera insula del Duomo, con la cattedrale, il quadriportico, il battistero paleocristiano, gli scavi archeologici della Chiesa di Santa Restituta e il Tesoro di San Gennaro». E il progetto mira già ad allargarsi, per creare un circuito di cui facciano parte tutti gli edifici di culto del centro storico, per una promozione turistica (che non sarebbe gestita dalla Curia) e dalla quale Napoli potrebbe ricavare importanti benefici economici.
Ma c’è un altro passo molto importante uscito in conferenza stampa: la volontà di ricomporre la frattura con il contemporaneo, proprio in riferimento allo sfratto del MADRE da Donnaregina Vecchia: «Vogliamo riprendere un dialogo con gli artisti contemporanei della città attraverso un loro coinvolgimento nelle attività culturali della Diocesi» sono le parole di Don Russo. Ma giusto, giusto, non si poteva iniziare ad interagire con l’arte di oggi lasciando la gestione di Donnaregina Vecchia al MADRE, che tra poco tornerà operativo? Magari facendo diventare Donnaregina Vecchia un “angolo” di progetti appositamente pensati in tandem tra museo e curia?