Categorie: Speednews

Quale dei due? Una ricerca rivela che la foto di Vincent Van Gogh a 13 anni era di Theo

di - 29 Novembre 2018
Il suo è un volto notissimo ma non si può dire che amasse farsi fotografare. Se le sue fattezze sono ormai diventate iconiche è solo grazie agli autoritratti di rara espressività, perché di Vincent Van Gogh ci sono pervenute due fotografie. Anzi, una, perché l’altra era del fratello Theo. In effetti ce ne sono anche altre due ma in una compare in lontananza e nell’altra è di spalle. Tipico, no?
E così quello che si credeva essere il volto di Vincent a 13 anni era invece Theo a 15. A rivelarlo, una approfondita ricerca condotta dal Museo Van Gogh e da Yves Vasseur, confermata poi dall’esame forense. «Sono rimasto sorpreso nel sentire che molto probabilmente questa fotografia del mio bisnonno Theo e non di Vincent ma sono contento che il mistero sia stato risolto. È essenziale che l’eredità di Vincent van Gogh sia correttamente trasmessa e preservata, e questa ricerca apporta un contributo significativo a tali sforzi», ha commentato Willem van Gogh, Consigliere del Cda del Museo olandese e pronipote di Theo.
In precedenza si pensava che esistessero solo due ritratti fotografici di Vincent: uno da ragazzo, a 13 anni, e uno quando era poco più grande, a 19. La fotografia del tredicenne Vincent è stata presentata per la prima volta in una mostra del 1957, a cura di Mark Edo Tralbaut che aveva identificato il ragazzo nella foto, dando anche il titolo di Ritratto di Vincent van Gogh (circa 1866), come si legge nel catalogo della mostra. Da quel momento, la fotografia ha fatto il giro del mondo ed è comparsa in innumerevoli biografie. «La questione non si è mai presentata. Non c’è mai stato alcun motivo di dubbio, proprio perché il ragazzo in questa fotografia ha delle somiglianze con il ritratto del diciannovenne Vincent», ha detto Teio Meedendorp, Senior Researcher al Van Gogh Museum. Ma l’identità del soggetto era stata messa in discussione già nel 2014, attraverso la comparazione con una terza foto e da quel momento il museo ha deciso di andare a fondo.
In maniera indipendente dal museo si è poi mosso Vasseur: «Ho scoperto per caso che il fotografo che ha scattato il ritratto in questione, Balduin Schwarz, si è trasferito nel suo studio fotografico a Bruxelles nel 1870. Mi sono reso conto che Vincent avrebbe dovuto avere più di 13 anni. Dopo aver condotto molte ricerche, ho deciso di condividere i miei dubbi sull’identificazione con il Van Gogh Museum e in seguito abbiamo deciso di collaborare per risolvere questa “crisi d’identità” una volta per tutte». Nel 1873, Theo visse a Bruxelles e dalle lettere si sa che a febbraio di quell’anno fu ritratto in una fotografia. Sì, una volta era un momento speciale.
Per avere la certezza assoluta, il Van Gogh Museum ha commissionato un esame forense della fotografia, condotto da Zeno Geradts, professore scienze forensi presso l’Informatics Institute dell’Università di Amsterdam. Copie ad alta risoluzione di tutti i ritratti fotografici di Vincent e Theo sono state messe a disposizione del professore che, successivamente, ha collaborato con altri due specialisti per esaminare le immagini utilizzando le linee guida emesse dall’Istituto forense olandese. E l’esame ha confermato l’alta probabilità che il ragazzo nella fotografia sia il quindicenne Theo van Gogh e non Vincent. «Questa scoperta significa che ci siamo liberati di un’illusione e abbiamo guadagnato un ritratto di Theo. In sostanza, siamo tornati alla situazione prima del 1957, quando avevamo un unico ritratto fotografico del giovane Vincent van Gogh diciannovenne», ha commentato Axel Rüger, Direttore del Van Gogh Museum.
In alto: a sinistra, prima identificato come Vincent Van Gogh a 13 anni e poi come Theo a 15 anni. Foto di B. Schwarz, Brussels, Van Gogh Museum, Amsterdam (Vincent van Gogh Foundation). A destra: Theo Van Gogh a 32 anni. Foto di Woodbury & Page, Amsterdam, Van Gogh Museum, Amsterdam (Vincent van Gogh Foundation)

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Installazioni di luce sul Canal Grande: le nuove torri di vetro di Dale Chihuly

A trent'anni dal leggendario progetto “Chihuly Over Venice”, il maestro del vetro americano Dale Chihuly torna alla fonte della sua…

6 Maggio 2026 22:12
  • exibart.prize

exibart prize incontra Nuuco

Vivo il presente come uno stato di allerta continua. Non è una metafora: il corpo reagisce prima ancora della testa

6 Maggio 2026 18:37
  • Mercato

Words Mean Nothing at All: Yoshitomo Nara è in asta con una stima fino a $ 6 milioni

Si avvicina il tempo delle grandi aste di primavera, a New York. Tra i lotti di punta, anche un dipinto…

6 Maggio 2026 18:26
  • Attualità

Alla Biennale di Venezia si è manifestato anche contro il Padiglione Israele

Di fronte al silenzio istituzionale, artisti, curatori e lavoratori dell'arte sono scesi in campo: dalla protesta davanti al Padiglione Israele…

6 Maggio 2026 17:54
  • Progetti e iniziative

La malinconia è di moda, non a caso: Popsophia 2026 la porta in scena ad Ancona

Al Teatro delle Muse di Ancona torna il festival di Lucrezia Ercoli, che eplora la malinconia come chiave per leggere…

6 Maggio 2026 17:15
  • Arte contemporanea

Biennale Arte 2026: le minor keys diventano storie di resistenza raccontate a voce alta

In un clima di proteste e manifestazioni si apre la 61. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia dal titolo…

6 Maggio 2026 16:44