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Quattro opere in due. A Philadephia Cézanne si rivela anche sul retro di un paio dei suoi stessi acquerelli

di - 24 Febbraio 2015
Quando nel 1921 Albert Barnes acquistò due acquerelli di Cézanne probabilmente non sapeva che stava comprando quattro opere al prezzo di due. Lo stesso può dirsi di Leo Stein, che nel vendere i quadri al collezionista statunitense avrebbe forse potuto guadagnare il doppio. Sembra incredibile, ma dopo oltre un secolo dalla sua scomparsa continuano a spuntare disegni inediti del pittore francese, ben quindici solo negli ultimi tre decenni. Questa volta i due bozzetti sono apparsi improvvisamente sul retro di due acquerelli raffiguranti un paesaggio del sud della Francia, di proprietà della Barnes Foundation di Philadelphia. I quadri stavano subendo un intervento di conservazione, con tutta probabilità i disegni incompiuti, uno in grafite e l’altro in acquerello, non erano mai stati scoperti prima.
I dipinti erano già stati restaurati ma sembra che il retro della tela fosse ricoperto da una carta marrone che impediva la visibilità degli schizzi e che conteneva un’alta componente di acido che rischiava di danneggiare le opere, per questo motivo gli acquerelli sono stati sottoposti nuovamente al lavoro dei restauratori. Nel sostituire il pannello sul retro sono emersi i disegni, mai notati prima di allora.
In realtà la scoperta non stupisce più di tanto, Cézanne infatti era solito lavorare su entrambi i lati di un foglio, i suoi taccuini sono pieni di esempi come questo, come anche molti fogli di grandi dimensioni. Sulla parte posteriore di The Chaine de l’Etoile Mountains è stato ritrovato uno schizzo appena iniziato rappresentante un gruppo di alberi. Il disegno, realizzato a matita e poi colorato, è molto lontano dall’essere compiuto, è difficile quindi intuire quale fosse il soggetto scelto dall’artista. Dietro agli alberi è stata individuato inoltre un piccolo agglomerato di case, nonché una bozza dell’Etoile.
Senza saperlo quindi Barnes fece un ottimo affare, per lui, ma soprattutto per la sua Fondazione che, dal 10 aprile al 18 maggio, esporrà le opere in una cornice che permetterà di visualizzarne entrambe le facciate. (Giulia Testa)

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