Sono passati quasi vent’anni dall’ultima vendita in asta di quel genio dell’obiettivo che è stato Man Ray. Sperimentatore, amico di Duchamp, avanguardista e magico autore prima Dadaista e poi Surrealista, che si è messo al servizio di allevamenti di polvere, di ritratti con tonsura, o creando i celeberrimi rayographs. Una carriera che, insomma, non necessita di tante descrizioni, specialmente in vista di un’occasione speciale che Sotheby’s annuncia come l’ultima per poter acquistare qualcosa del Maestro di completamente esclusivo.
Già, perché il prossimo 15 novembre, in pieno clima di Paris Photo (e come poteva essere altrimenti), proprio a Parigi verranno battute qualcosa come 400 opere tra fotografie, dipinti, disegni, oggettistica, gioielli, scacchi e pellicole cinematografiche provenienti proprio dal Man Ray Trust, il fondo creato da Juliet Man Ray, vedova dell’artista, ovvero dalla collezione privata di Ray, che dopo la morte della compagna nel 1991 è stato donato al Governo Francese come datio in solutum e conservato al Pompidou. Andrew Strauss, Vice-presidente di Sotheby’s Francia spiega, «L’asta parigina presenta una selezione di lavori tra i più significativi provenienti direttamente dalla proprietà dell’artista, molti dei quali inediti. Questa vendita rappresenta probabilmente l’ultima occasione per acquistare opere provenienti direttamente dalla sua collezione, e ciò avrà luogo a Parigi circa 40 anni dopo la morte dell’artista Dada-Surrealista. La varietà tipologica delle opere, la grande potenza innovatrice espressa in esse che sono realizzate nelle tecniche più diverse, rivelano come Man Ray fosse un vero artista multi-mediale».
Simone Klein, Responsabile del Dipartimento europeo di Fotografia di Sotheby’s, ha invece parlato delle fotografie di Man Ray come «Time-capsule, che riflettono l’epoca e la potente creatività di uno degli artisti più prolifici del XX secolo».
All’incanto anche i ritratti di Pablo Picasso, Georges Braque, Juan Gris, Jean Cocteau, Francis Picabia, André Derain, Alberto Giacometti, Joan Miró, Erik Satie, Paul Eluard, Henry Miller, oltre a una varia offerta di autoritratti, molti dei quali mai prima pubblicati. Una cifra ? Per Ostrich Egg del 1944, fotografia ai Sali d’argento, la stima è di 25-35mila euro. Ma qui non si tratta più di un investimento, ma di un mito. E non si finirà qui di parlarne.