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Ripartire dai musei, con archeologia e contemporaneo. A Catanzaro, presentato Ceilings

di - 7 Marzo 2018
È la Medea contemporanea di Christa Wolf, l’istallazione-performance a cura di Giovanni Carpanzano che, in programma in Calabria da marzo a giugno, punta alla riscoperta delle radici greco-romane. L’intervento artistico, che si riallaccia a un testo caposaldo della letteratura antica, è però solo una minima parte di Ceilings, vasto progetto appena presentato all’ABA di Catanzaro. Finanziato dalla Regione Calabria, che ha visto nella persona di Salvatore Bullotta il mediatore del progetto durante la conferenza, è risultato vincitore del bando voluto dalla stessa, con lo scopo di incrementare il rafforzamento del sistema museale calabrese per mezzo di interventi di arte contemporanea.
Molti i curatori (come Simona Caramia e M. Saveria Ruga) e gli artisti coinvolti, tra cui Caterina Arcuri, Alex Pinna e Veronica Montanino. Molte le sezioni: Musei in rete, Collezioni e Pubblico, Document. Tanti, dunque, i segmenti raccolti in un unico progetto corposo e articolato, che reinterpreta soprattutto il valore del paesaggio e riconsidera il concetto di museo. Che non va più visto solo come luogo di conservazione e tutela ma anzitutto come punto di partenza dove si intercettano i sentimenti della città e come nucleo propulsivo che interseca e fagocita tutte le culture e le civiltà che, in questa terra, hanno lasciato il loro imprinting, culturale, visivo, archeologico, tuttora percettibile. A dispetto di «un’estetica predatoria dell’arte contemporanea», come sostiene Davide Bianco, docente ABA, la finalità ultima del progetto non si prefigge, come accade altrove, di aggredire l’antico, accaparrarsi le eredità archeologiche per sfruttarne la bellezza e il significato. Al contrario, Ceilings si propone come apripista per la conoscenza profonda della realtà calabrese a partire dai suoi musei. E i primi tre aderenti all’iniziativa sono quelli della Sibaritide, di Vibo Valentia e dell’antica Kaulon.
La speranza è che anche tutte le altre aree museali e archeologiche vengano interessate dal progetto e che riescano a promuovere e valorizzare – anche attraverso degli incontri ad hoc – questa terra tanto ingiustamente disprezzata e a lungo considerata culturalmente come fanalino di coda. (Anna de Fazio Siciliano)

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